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E' MORTO RICHARD WRIGHT...
...stroncato da un cancro fulminante!
Oggi se ne è andato, stroncato da una forma di cancro fulminante, il tastierista dei Pink Floyd, Richard Wright a 65 anni ...di animo gentile, ha accompagnato con le sue tastiere la poesia della musica floydiana. Molti di noi lo ricordano assorto sulle tastiere nell’ultimo tour con l’amico David Gilmour “Il tour più bello della sua vita!”...purtroppo l’ultimo. La famiglia ha chiesto il massimo rispetto per il dolore che sta passando ...noi siamo con loro! Purtroppo, oggi finiscono i PinkFloyd....! :(
Si costruisce in meno di un mese, consuma pochissimo, produce da sola l´acqua calda e non ha bisogno dell´intervento né di un idraulico né di un imbianchino. E´ la casa del futuro, la Smarthouse, nome inglese ma costruttore italianissimo, anzi toscanissimo, il Gruppo Mabo di Bibbiena, guidato da Roberto Falsini, che ha stabilimenti anche a Frosinone, Torino, Novellara e Corsalone. La Smart è l´ultima nata in un´azienda che da quasi quarant´anni lavora nel settore dell´edilizia prefabbricata commerciale, industriale e civile occupandosi di ricerca e sperimentazione di nuovi materiali a risparmio energetico. Ieri per la prima volta la Smarthouse è stata mostrata in pubblico, anche se solo sulla carta, nel polo universitario di viale Morgagni in un convegno organizzato dall´ateneo di Firenze a cui partecipava anche il presidente della Regione Claudio Martini. Il modello della casa a basso consumo parte da una ricerca avviata nel nord Europa, in Olanda e Danimarca soprattutto dove il problema del risparmio energetico è molto più sentito che in Italia.
Il Gruppo Mabo ha "adattato" il modello alle esigenze nostrane, al punto da arrivare a produrre a livello industriale un guscio unico pronto per l´uso che all´esterno possa essere modificato, abbellito, ornato e infiocchettato secondo il gusto personale del padrone di casa. Le caratteristiche però sono identiche per ogni Smarthouse: ingresso con guardaroba, grande zona giorno con finestra scorrevole orientata a sud, cucina-pranzo illuminata da camini di luce proiettata dall´alto, due camere di 15 metri quadri, due bagni e uno studio. Sul fronte nord molte aperture da cui far entrare la luce con vetri tripli per non disperdere calore. C´è la possibilità di aggiungere un piano interrato, collegato con una scala al resto della casa. L´impianto è questo, uguale per tutte le Smart, sia le case singole che le villette a schiera, uniche due possibilità di realizzazione finora previste. Antisismiche e termicamente isolate dall´esterno, le casette smart sono in grado di mantenersi da sole. L´acqua calda è prodotta da pannelli solari che alimentano un boiler e nel tetto è inserita una copertura fotovoltaica quasi invisibile dall´esterno e quindi a basso impatto ambientale. A Firenze ieri è stata mostrata la cosiddetta "passive-haus, ossia la costruzione a massimo risparmio energetico consigliata per i climi non freddi come quello toscano e capace di consumare meno di 15 kilowattore per metro quadro all´anno. «In ogni caso», spiegano alla Mabo, «le nostre case sono tutte in classe A, contro una media attuale di edifici in classe G».
L´involucro termico, la copertura di legno che rimane visibile sul tetto delle camere da letto, i vetri isolanti, l´impianto che produce sia il caldo che il freddo, il ricambio dell´aria affidato a un sistema di ventilazione meccanica per evitare perdite di calore, i collettori solari e i pannelli fotovoltaici sono gli strumenti per risparmiare energia e, se possibile, produrne in eccesso rispetto ai consumi per venderla sul mercato. Un vantaggio doppio, insomma.
Sembra che la Smart sia anche facile da montare. Un mese in tutto, tra mura e finiture, col vantaggio di non dover chiamare idraulici ed elettricisti a completare gli impianti, che sono integrati nei pannelli che vengono realizzati a livello industriale. In pratica come in un gioco di costruzioni è tutto già predisposto, i tubi e i cavi sono dentro ai muri ed ogni casetta è predisposta per la domotica (le informazioni sono sul sito www.maboprefabbricati.com). «Stiamo lavorando da diciotto mesi insieme all´università di Firenze sul tema del risparmio energetico», racconta l´architetto Roberto Falsini, presidente del Gruppo Mabo. «Ora che la legislazione va sempre più in questa direzione possiamo dire che noi siamo pronti. Smarthouse è un proposta assolutamente innovativa ma tra le altre novità vorrei citare anche i nostri edifici che producono energia grazie alla nuova copertura Zenit Sole. Prodotti che mi rendono orgoglioso come imprenditore e come uomo che vive in una società dove il problema dell´energia è oggi centrale».
Il costo dei panelli - L'impianto tipo che abbiamo esaminato è in grado di produrre 3 kW, ha una dimensione di 30 metri quadri ed è tarato per i consumi di una famiglia di quattro persone che possiede anche un condizionatore. Si tratta, insomma di un impianto “medio” che ha un costo massimo di 7.000 euro al kW più Iva al 10%. In tutto, dunque, occorre preventivare una spesa di 23.100 euro.
Le variazioni zona per zona – Un costo uguale per tutti ma una produzione che varia molto a seconda della zona e che è destinata ad incidere anche sui tempi di ritorno dell'investimento che oscillano dai circa 10 anni del Nord fino a scendere a poco più di 7 per il Sud. Ma può scendere ancora con un po' di accortezza. Lo stesso impianto, infatti fornisce una quantità di energia elettrica che varia in maniera significativa, dai 3.300 kWh all'anno per il Nord ai 4.500 per gli impianti che si trovano al Sud.
Il calcolo del risparmio - Con questa produzione ‘garantita’ si arriva a contabilizzare il risparmio sulla bolletta e quindi l'importo della somma che verrà riconosciuta sotto forma di tariffa incentivante, ossia di rimborso spese di produzione. Questo meccanismo è previsto dal nuovo decreto sul fotovoltaico e la tariffa viene riconosciuta per 20 anni. Questa è calcolata in misura pari a 0,44 euro per kWh prodotto considerando il nostro impianto “medio” e parzialmente integrato, un impianto cioè, di tipo familiare e non condominiale, panelli che possono essere messi sul tetto della villetta piuttosto che sul terrazzo dell'attico. Su questa base sommando risparmio sulla bolletta a tariffa incentivante, si ottiene un risultato che varia dai 2110 euro ai 2880 euro l'anno.
Il premio aggiuntivo - Una cifra, questa, che sale se si considerano i premi aggiuntivi previsto dal decreto: nel caso di installazione dei pannelli fotovoltaici abbinati a interventi di risparmio energetico, infatti, la tariffa incentivante sale e può essere aumentata fino al 30%, con il risultato che si riduce di quasi due anni il periodo necessario per ammortizzare l'impianto.
I finanziamenti locali – Riduzione ulteriore, poi, nel caso in cui si possa approfittare di incentivi locali per l'installazione degli impianti. Il decreto prevede la possibilità di cumulare le tariffe con il contributo ottenuto fino ad un massimo del 20% del costo dell'impianto. In questo modo anche al Nord già dopo soli 8 anni l'impianto è ripagato.
La detrazione fiscale – Le tariffe incentivanti, invece non sono cumulabili con le detrazioni fiscali. Per i pannelli fotovoltaici l'agevolazione prevista è pari ad una detrazione dalle imposte del 36% della spesa in 10 rate annuali di pari importo. In questo modo, come si vede, ci vogliono da quasi 15 a oltre 20 anni per ammortizzare l'investimento.
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Chi meglio delle rockstar può aiutare a sensibilizzare sui problemi del mondo? Prendete LIVE EARTH, il megaconcerto del prossimo 7 luglio in contemporanea mondiale, organizzato dall’ex vice presidente democratico americano Al Gore per attirare l’attenzione sui mutamenti climatici. Una maratona musicale che, con artisti come Madonna, Duran Duran, Beastie Boys, Foo Fighters, Red Hot Chili Peppers, Razorlight, Genesis, Keane, James Blunt, Snow Patrol, Black Eyed Peas, Roger Waters, Smashing Pumpkins, Police e Bon Jovi dal vivo a Londra, Tokio, Shangai, New Jersey, Johannesburg, Sydney e Rio de Janeiro, si preannuncia come un’evento storico.
Non la pensano così però sia Bob Geldof, l’organizzatore di Live Aid e Live 8, il primo ad avere l’idea di un megaraduno musicale per raccogliere fondi e sensibilizzare il mondo dui problemi della fame in Africa, sia gli Who. Geldof ha infatti dichiarato in un’intervista di non capire “perché Gore abbia organizzato tutto questo. L’effetto serra è un problema di cui tutti sono consapevoli da anni. Inoltre, Live Earth non ha un obiettivo finale - ha proseguito il cantante - io l’avrei organizzato solo se avessi avuto la garanzia di poter salire sul palco e annunciare iniziative concrete a favore dell’ambiente da parte dei candidati alla Presidenza degli Stati Uniti, del Congresso o delle grandi multinazionali. Loro questa garanzia non ce l’hanno. Live Earth - ha concluso Geldof - è solo un enorme concerto pop in cui Madonna o i Coldplay saliranno per l’ennesima volta sul palco”.
Dello stesso avviso anche gli Who che hanno incalzato: “L’ultima cosa di cui la terra ha bisogno è un concerto rock – ha dichiarato Roger Daltrey, voce della band -. Non posso crederci. Bruciamo ancora altra benzina. Abbiamo problemi col riscaldamento globale ma le domande e le risposte sono così grandi che non so cosa un concerto rock possa fare per aiutare la causa. La mia risposta alla questione è bruciare tutto il petrolio il più presto possibile, così i politici dovranno per forza trovare una soluzione”.
Che ne pensate?
Simili eventi possono aiutare a risolvere i problemi del mondo?
O credete che la musica debba rimanere un intrattenimento?
Tra dischi di platino e premi vari, nella bacheca di Robert Plant di spazio per statuette e targhe celebrative ne deve essere rimasto davvero poco.
Chissà allora dove il leader dei Led Zeppelin avrà collocato l’ultimo riconoscimento ricevuto dal Beard liberation front, il Fronte di liberazione della barba, che lo insignito del premio per la miglior barba del 2007. In occasione del concerto-evento che ha sancito la reunion della storica band di ‘Starway to heaven’ aveva fatto molto discutere il look del cantante, che, appunto, aveva sfoggiato un’inedita per lui accoppiata pizzo-baffi. Il 59enne front-man dei Led Zeppelin succede cosi’ nell’albo d’oro al patron della Virgin Richard Branson e ad altri personaggi dello spettacolo che, come spiega Keith Flett del Fronte, si distinguono ‘per una barba molto glamour’. Il Beard liberation front si batte ‘per l’immagine dell’uomo barbuto e contro la sua discriminazione’.
Robert Plant & Alison Krauss: Raising Sand
Alle porte della reunion più attesa degli ultimi anni - oltre che delle ultime reunion - Robert Plant, il mitico cantante dei Led Zeppelin, ha deciso di pubblicare un album insieme alla star della musica country, Alison Krauss. Il fatto che lei abbia ben 20 Premi Grammy all’attivo e Plant sia convinto della perfetta unione tra rock e country, ha dato origine e forma a Raising Sand, album uscito il 30 ottobre e prodotto dal celebre T Bone Burnett.
Le canzoni, che spaziano nel repertorio blues, R&B, country, sono firmate da autori come Tom Waits, Gene Clark, Little Milton Campbell, Mel Tillis, Townes Van Zandt, Doc Watson, Phil and Don Everly. Dei bei tempi in Raising Sand c’è anche la nuova versione di Please Read the Letter, che faceva parte dell’album di Plant e Jimmy Page Walking Into Clarksdale.
Questa la tracklist completa: 1. Rich Woman (Dorothy LaBostrie-McKinley Millet) - 2. Killing the Blues (Rowland Salley) 3. Sister Rosetta Goes Before Us (Sam Phillips) - 4. Polly Come Home (Gene Clark) 5. Gone, Gone, Gone (Phil and Don Everly) – 6. Through the Morning, Through the Night (Gene Clark) 7. Please Read The Letter (Robert Plant-Michael Lee-Jimmy Page-Charlie Jones) 8. Trampled Rose (Tom Waits-Kathleen Brennan) - 9. Fortune Teller (Naomi Neville) 10. Stick With Me Baby (Mel Tillis) - 11. Nothin’ (Townes Van Zandt) 12. Let Your Loss Be Your Lesson (Milt Campbell) -13. Your Long Journey (A.D. Watson and Rosa Lee Watson).
Vi proponiamo in anteprima il video di Gone, Gone, Gone cantato dalla strana coppia.
(GUARDA IL VIDEO).

In radio, difficilmente le sentirete passare. Eppure, soprattutto negli anni ‘60 e ‘70, quando il rock si espandeva verso orizzonti molto meno stereotipati rispetto a oggi, la canzoni si allungavano, diventando a volte vere e proprie suite. Successe a Hey Jude dei Beatles o a The end dei Doors, per citare due tra le più famose. Nel gioco delle classifiche, redattori e lettori dell’edizione statunitense di Rolling Stone si sono così divertiti a stilare una classifica dei 50 migliori brani più lunghi di 7 minuti.
Il risultato, in ordine alfabetico, ha datto i suoi frutti, anche se resta qualche dubbio.
Perché oggi le radio che dettano leggi preferiscono pezzi brevi?
Pensate che questo atteggiamento sia controproducente o solo un segno dei tempi, convulsi, nei quali viviamo?
“In memory of Elizabeth Reed”, Allman Brothers Band
“Bela Lugosi’s dead”, Bauhaus
“B-boy bouillabaisse”, Beastie Boys
“Hey Jude”, Beatles
“War pigs/Luke’s wall”, Black Sabbath
“Tender”, Blur
“Bel Air”, Can
“Pictures of you”, Cure
“Station to station”, David Bowie
“Layla”, Derek & the Dominoes
“The end”, Doors
“Sad-eyed lady of the lowlands”, Bob Dylan
“Maggot brain”, Funkadelic
“The message”, Grandmaster Flash
“Jesus of suburbia”, Green Day
“Estranged”, Guns N’ Roses
“Isn’t it a pity?”, George Harrison
“In-A-Gadda-Da-Vida”, Iron Butterfly
“Three days”, Jane’s Addiction
“Scenes from an Italian restaurant”, Billy Joel
“Funeral for a friend”, Elton John
“In the court of the Crimson King”, King Crimson
“All my friends”, LCD Soundsystem
“When the levee breaks”, Led Zeppelin
“Free bird”, Lynyrd Skynyrd
“Autobahn”, Kraftwerk
“One”, Metallica
“Chloe dancer/Crown of thorns”, Mother Love Bone
“Oh, Comely”, Neutral Milk Hotel
“Blue Monday”, New Order
”We’re in this together”, Nine Inch Nails
“Champagne supernova”, Oasis
“Sheep”, Pink Floyd
“Purple rain”, Prince
“Can’t you hear me knockin’”, Rolling Stones
“Svefn-g-englar”, Sigur Ros
“The sprawl”, Sonic Youth
“Jungleland”, Bruce Springsteen
“I am the resurrection”, Stone Roses
“Frankie Teardrop”, Suicide
“Marquee Moon”, Television
“What goes around comes around”, Justin Timberlake
“Heroin”, Velvet Underground
“Only in dreams”, Weezer
“Ball & biscuit”, White Stripes
“Won’t get fooled again”, Who
“Spiders (Kidsmoke)”, Wilco
“Starship trooper”, Yes
“Cortez the killer”, Neil Young
“Willie the pimp”, Frank Zappa.
La magia che ha circondato le canzoni dei Beatles sta per finire. Sparirà a breve inghiottita dalla televisione e, ancora peggio, dagli spot che la tengono in vita. Perché i destini a volte s’incrociano e fanno danni. Nel loro caso, il destino dei quattro di Liverpool si è incrociato con quello di Michael Jackson nel 1985, quando il re del pop pagò per il catalogo dei Beatles 47,5 milioni di dollari alla Atv (allora detentrice dei diritti d’utilizzazione economica delle canzoni). Il resto è storia. Pieno di problemi e debiti, Jacko ha poi rivenduto il catalogo alla Sony/Bmg per 95 milioni di dollari.
La multinazionale senz’anima è ora quindi ‘proprietaria’ di 259 brani firmati da John e Paul, ed è già in trattativa con alcune aziende per usarli come sottofondo pubblicitario. Fine della magia.
Tra queste aziende, figura anche la Procter and Gamble, multinazionale farmaceutica, che userà prossimamente All you need is love per promuovere un tipo di pannolini. E non a caso. I pannolini si chiamano Luvs e usando l’assonanza, lo slogan sarà All you need is Luvs. A proposito di magia.
L’autorizzazione all’utilizzo, precisano i proprietari del catalogo, riguarda comunque solo un ‘piccolo’ numero di canzoni beatlesiane e tutte devono essere cantate da altri interpreti. Ma certo non è un buon segno considerando che è di vent’anni fa la denuncia da parte dei Beatles alla Nike, alla quale Harrison, McCartney, Starr e Lennon chiesero 15 milioni di dollari di danni per aver utilizzato Revolution in una campagna pubblicitaria. Ora la Sony/Atv ha autorizzato senza battere ciglio l’azienda Lyric Culture a usare, non solo Revolution ma anche Let it Be e altre canzoni. Come se non bastasse i testi compariranno su borse, jeans e magliette.
Impossibile non immaginare l’espressione che assumerebbe Lennon se fosse informato di questa storia. Magari sorriderebbe, magari no, magari si girerebbe dall’altra parte. Per quanto ci riguarda è già stato abbastanza straziante assistere all’utilizzo - autorizzato però dall’autore - delle canzoni di Dylan per lo spot della Cadillac - dove Bob compare a bordo di un Suv - e per la pubblicità della linea di biancheria intima Victoria’s Street. E che dire dei Rolling Stones che diedero la loro Start Me Up per la pubblicità della Microsoft in cambio di 10 milioni di dollari?
Resta il fatto che la magia non dura se accompagnata a un tentativo di vendita e oggi per tutti, lontani come siamo dagli anni Sessanta, l’epoca d’oro sembra davvero finita da un pezzo. Eppure ancora ne sentiamo l’influenza. Forse per questo sfruttando quegli stessi tempi, l’oro qualcuno ancora cerca di farlo. Ma resta un fatto triste. Magia o non magia.
Qual'è l'età dell'anima umana? Come essa ha la virtù del camaleonte di mutar colore a ogni nuovo incontro, d'esser gaia con chi è allegro e triste con chi è depresso, così anche la sua età è mutevole come il suo umore. James Joyce
Europa, cadono le frontiere dell’Est - Senza passaporto attraverso 24 Paesi
Da Gorizia al Baltico: il 21 dicembre si allarga la zona di Schengen. Migliaia di arrivi
BRUXELLES — Sarà un Natale molto diverso, per milioni di persone. Sarà un secondo Muro di Berlino che cade, quasi vent’anni dopo il primo. Perché in questi giorni, in una serie di riunioni fra Bruxelles e Praga, sono stati definiti gli ultimi dettagli tecnici per l’allargamento della zona Schengen ai nove paesi appena accolti nell’Unione Europea: Polonia, Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Estonia, Lituania, Lettonia, Malta. In due parole: frontiere aperte fra quei paesi e i nostri 15 «veterani » Ue, niente più file e controlli; e per tutti, quello che a suo tempo il Parlamento e il Consiglio Europeo hanno solennemente proclamato come il «diritto comunitario alla libera circolazione». Tutto questo accadrà a dicembre, il 21 è il giorno fissato come data-obiettivo: un cittadino europeo potrà andare dal Portogallo o dalla Grecia fino alla Finlandia, attraverso 24 diversi paesi, senza dover mai mostrare il passaporto o la carta di identità (Cipro, Romania e Bulgaria dovranno aspettare ancora un poco, ma al loro posto ci sono già Norvegia e Islanda, anche se non membri dell’Ue). Come si passa oggi dall’Italia alla Francia o viceversa, attraverso quasi tutti i valichi, così si passerà ovunque. Appuntamento dunque a Trieste o al centro di Gorizia, sul confine con la Slovenia, e in cento altri valichi di frontiera in tutto il continente.
BADANTI E INGEGNERI — La data potrà ancora slittare di poco per la definizione delle ultimissime modalità, ma forse non è stato scelto a caso questo tempo del Natale: come simbolo di festa, e anche di annuncio della nascita di una nuova creatura transnazionale, qualcosa che solo 15 anni fa sarebbe stato inimmaginabile. Gorbaciov non è più al suo posto, ma riparte quella macchina del tempo che lui avviò, insieme con Giovanni Paolo II. Si sollevano, simbolicamente e nei fatti, quelle stesse sbarre di confine che nel 1989 videro migliaia di persone fuggire dall’Ungheria—e attraverso di essa, dall’Est in genere — in cerca di libertà e benessere. Ma stavolta, non sarà una fuga semi-clandestina. E vi saranno sicuri contraccolpi in tutte le economie nazionali. Un nuovo flusso di lavoro, risorse e anche di speranze (oltre che di problemi, ma questi già li si conosce) sta per rovesciarsi su Roma o Francoforte: gli esperti di Bruxelles stimano che, solo fra badanti e infermiere, saranno forse centinaia di migliaia i nuovi arrivi diretti soprattutto verso Italia, Germania, e Svizzera (nel marzo 2008 si spalancheranno anche le sue frontiere).Esaranno migliaia i lavoratori specializzati che dai paesi baltici si rovesceranno sulla Scandinavia, che già da molto li corteggia: solo 16 anni fa, loro o i loro padri e fratelli maggiori stavano sulle barricate di Vilnius o di Riga, sfidando l’Armata Rossa. A Natale, nel Nord, ci sarà quasi un’anteprima o una presentazione in contemporanea della Carta blu europea (il suo varo è previsto comunque per dicembre), la risposta alla Carta verde americana, che sarà riservata ai lavoratori extracomunitari altamente qualificati. Ma i baltici e gli altri non sono più extracomunitari: nella comunità ci stanno già, e a pieno diritto.
CHI RESTERÀ FUORI — Soltanto i cittadini di «paesi terzi», cioè esterni alla Ue, avranno bi sogno di un visto e dovranno sottostare ai controlli, svolti dalle guardie di frontiera «nel rispetto della dignità della persona». Saranno predisposti ovunque due flussi di traffico: uno per i cittadini Ue, l’altro per i cittadini di «paesi terzi», come già accade oggi negli aeroporti. Il «Sis1+4all», una versione aggiornata del sistema informatico di banca- dati varato con gli accordi di Schengen, dovrebbe individuare — così almeno si spera — eventuali «indesiderabili», anche cittadini Ue; ricercati e gente inseguita da una richiesta di estradizione, terroristi o comunque sospetti tali perché in contatto con terroristi (in questo caso potranno scattare misure di «discreta sorveglianza», senza l’arresto, e allarmi in tempo reale comunicati agli altri paesi Ue). E ancora: trafficanti di braccia e di droga, pedofili, minorenni scomparsi. Ma spetterà ai singoli Stati definire poi nei dettagli le liste degli «indesiderabili», nella cornice dei principi fissati dall’Unione. Sis sta per Sistema informativo di Schengen e il «4 all» va letto all’inglese come «four» o meglio «for», componendo così la frase «for all» o «per tutti». Il sistema farà capo a Lisbona (la presidenza di turno della Ue spetta in questo momento al Portogallo), dove una sorta di «specchio» informatico raccoglierà e rimanderà in circolo tutte le informazioni provenienti dai vari stati membri. Quanto al SisII, l’altro sistema preannunciato per il 2007, ha subito gravi ritardi tecnici e così dovrebbe entrare in vigore solo nel 2009. Per ora, non vi saranno controlli basati sulle impronte digitali.
MACCHINA COMPLESSA—Nel 2006, vi sono state 58 missioni esplorative dell’Ue nei 9 «nuovi » Paesi. Nel 2007, altre 15 visite. C’erano da coordinare sistemi diversi, in nazioni con esperienze storiche quasi opposte. «Bisognava fare, certo, i corsi di addestramento per poliziotti e doganieri — spiega ancora uno degli esperti "sherpa" della Commissione Europea — ma soprattutto è stato trovato un linguaggio comune sui valori e i diritti da difendere. Siamo stati facilitati dal fatto che alcune di queste nazioni, un tempo oppresse da dittature ideologiche e catene economiche, hanno fatto degli enormi passi in avanti. E così, alla fine, non hanno dovuto faticare neppure tanto per mettersi al passo».
UNA SFIDA PER TUTTI—La novità storica riguarderà anche i cittadini della «vecchia» Europa, che a loro volta non avranno più problemi nel recarsi a Est. Spiega il vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini: «Un mercato di Natale a Norimberga, famiglie che si ritrovano a Varsavia, una vacanza natalizia a Praga, sciare sulle Alpi per Capodanno...tutto ciò quest’anno diventerà molto più facile, e in tempo per le feste». Ma aderire alla zona Schengen non è un’impresa facile, tutt’altro: «In realtà è una sfida, giacché occorre trovare il giusto equilibrio fra libertà e sicurezza: permettere di viaggiare più facilmente alle persone in buona fede, che desiderano venire in Europa per godere della nostra diversità culturale e della nostra ospitalità, garantendo al tempo stesso la nostra comune sicurezza». E ancora, «rimuovere i controlli ai confini interni è anche una questione di reciproca fiducia tra gli Stati membri: attraverso un processo interno di valutazione possono fidarsi delle rispettive capacità di controllare le frontiere esterne a nome di tutti gli altri, e di rilasciare visti validi per l’intera zona Schengen». Fra novembre e dicembre, gli ultimi ritocchi politici alla macchina, nel Consiglio e nel Parlamento europeo. Poi, appuntamento per Natale, nel centro di Gorizia.
E' di nuovo tempo di Mattafix!
Il duo hip-hop soul inglese formato da Marlon Roudette e Preetesh Hirji torna sulla scena musicale con un nuovo album dal titolo "Rhythm And Hymns", in uscita il 16 novembre.
Il disco è stato anticipato dal singolo "Living Darfur", il cui video è stato girato all'interno di un campo profughi al confine tra il Ciad e il Darfur, dove più di 200.000 persone sono state uccise negli ultimi 4 anni.
Il progetto per il Darfur è stato fondato da Mick Jagger dei Rolling Stones ed è supportato tra gli altri dai Black Eyed Peas. Tutti gli artisti che partecipano al progetto che ispira "Living Darfur" devolveranno le royalties percepite a organizzazioni umanitarie come Oxfam, Crisis Action e Save Darfur Coalition, per supportare economicamente il progetto ma soprattutto per aumentare l'attenzione verso quello che accade in questa zona del mondo.
Perfavorecopiaquestotestoemettiloinunnuovomessaggio,aggiungendoiltuonome-*NoallaminieraapertaPascuaLamanellacordiglieradelleAndesoprala
Messaggo da diffondere
LEGGERE CON ATTENZIONE
Nella valle di San Felix, l'acqua più pura del Cile scorre nei fiumi
alimentati da due ghiacciai.Grandissimi giacimenti d'oro, argento e altri
minerali sono stati individuati sotto questi ghiacciai.
Per arrivare a questi giacimenti, sarà necessario rompere e quindi
distruggere questi ghiacciai, - niente di così folle é mai stato concepito
nella storia del mondo, (forse si) - e fare due grandissimi buchi, ognuno
dei quali sarà grande come una montagna, una per l'estrazione e l'altro per
lo scarico della miniera. Questo progetto si chiama PASCUA LAMA. La
compagnia si chiama Barrik Gold.
L'operazione é stata pianificata da una multinazionale della quale é membro
George Bush padre. _www.barrick.com_Il governo cileno ha approvato il
progetto che doveva cominciare giá nel 2006. L´unico motivo per cui non é
ancora cominciato é perché i contadini hanno ottenuto una sospensione dei
lavori. Se distruggono i ghiacciai, non distruggono solo questa speciale
fonte d'acqua pura, ma inquineranno anche i due fiumi, così che non saranno
più adatti al consumo sia umano che animale dovuto al cianuro e all'acido
solforico usato nel processo di estrazione.
Tra l'altro tutto l'oro che sarà estratto verrà inviato tutto alla
multinazionale straniera e non ci sarà nessun guadagno per la gente che vive
in questi luoghi. A loro resteranno l'acqua avvelenata e le conseguenti
malattie
I contadini hanno abbastanza tempo per lottare per la propria terra, però
non hanno potuto usufruire della televisione perché il ministero
dell'interno lo ha proibito. L'unica speranza per bloccare questo progetto è
ottenere l'aiuto della Giustizia Internazionale. Il mondo deve sapere quello
che sta succedendo in Cile. Il posto dove si può cominciare a cambiare il
mondo é questo Fai circolare questo messaggio fra i tuoi amici in questo
modo:
Per favore copia questo testo e mettilo in un nuovo messaggio, aggiungendo
la tua firma e inviandolo a tutte le persone che conosci... lascia anche la
parte in spagnolo Se arrivi alla persona Nr. 200 che riceve questo messaggio
mandalo a
_nopascualama@yahoo.com_
perché sia inviato al governo cileno
*No alla miniera aperta Pascua Lama nella cordigliera delle Ande sopra la
frontiera tra Cile e Argentina *
Chiediamo al governo Cileno che non autorizzi il progetto per proteggere i
due ghiacciai, la purezza dell'acqua delle valli di San Felix e El transito,
la qualità della terra coltivabile nella regione di Atacama e la qualità
della vita della gente che vive in queste terre".
Grazie, le firme sono alla fine del testo in spagnolo
"En el valle de San Félix, el agua más pura en Chile corre por ríos
alimentados por 2 glaciares, donde existe el más precioso recurso (agua).
Grandísimos depósitos de oro, plata y otros minerales han sido encontrados
bajos los glaciares. Para llegar hasta ellos será necessario quebrar y
destruir los glaciares -algo nunca concebido en la historia del mundo- y
hacer 2 grandísimos huecos, cada uno tan grande como una montaña, uno para
la extracción y otro para el deshecho de la mina. El proyecto se llama
PASCUA LAMA. La compañía se llama Barrick Gold.
La operación esta siendo planeada por una multinacional de la cual es
miembro George Bush padre. [1] _http://www.barrick.com/_
El gobierno Chileno ha aprobado el proyecto para que empiece este año 2006.
La Única razón por la cual no ha empezado aún, es porque los campesinos han
obtenido un aplazamiento.
Si destruyen los glaciares, no solamente destruirán la fuente de un agua
specialmente pura, pero Contaminarán permanentemente los 2 ríos de tal forma
que nunca volverán a ser aptos para consumo por humanos o animales debido al
uso de cianuro y ácido sulfúrico en el proceso de extracción.
Hasta el último gramo de oro será enviado a la multinacional en el
extranjero y ni uno le quedará a la gente a quien le pertenece esta tierra.
A ellos solo les quedará el agua envenenada y las enfermedades
consiguientes. Los campesinos llevan bastante tiempo peleando por su tierra,
pero no han podido recurrir a la TV por una prohibición del Ministerio del
Interior.
Su única esperanza para frenar este proyecto es obtener ayuda de la justicia
internacional. El mundo debe enterarse de lo que esta pasando en Chile. El
lugar por donde empezar a cambiar el mundo es nuestro lugar.
Circula este mensaje entre tus amigos de esta forma: Por favor copie este
texto y péguenlo a un mensaje nuevo, añadiendo su firma y enviándolo a todas
las personas en su archivo de direcciones.
Se ruega a la persona numero Nr. 200 que reciba este mensaje, mandarlo a
_nopascualama@yahoo.com_
para que sea remitido al gobierno Chileno
"No a la mina abierta Pascua Lama en la cordillera andina sobre la Frontera
entre Chile-Argentina. Pedimos al gobierno Chileno que no autrice el
proyecto Pascua Lama para proteger la totalidad de 2 glaciares, la pureza
del agua de los valles de San Félix y El Tránsito, la calidad de la tierra
cultivable en la Región de Atacama y la calidad de vida de la gente afectada
de la Región. Muchas gracias por su atención
1 Alessandra Monari (Padova, Italia)
2. Giovanna Albertin (Padova, Italia)
3. Francesca Casella (Padova, Italy)
4. Luisa De Biasio Calimani (Padova, Italia)
5. Loredana Mozzilli (Roma, Italia)
6. Roberto Ballarotto (Rome, Italy)
7. Stefania Verona (Lucca, Italia)
8. Tiziana Folchi (Lucca Italia)
9. Sabrina Tomei(Lucca,Italia)
10 Lorenzo Arias Sr. (Lugano, Suiza)
11. Ramona Muñoz (Lugano, Suiza)
12. Viviana Viano ( Montagnola, Suisse)
13. Fabio Ciceri (Pregassona, Svizzera)
14. Francesca Ciceri (Pregassona, Svizzera)
15. Maria-Elena Melocchi (Chiasso, Svizzera)
16. Francesca Greco (6991 Neggio - Svizzera)
17. Patrick Andezzato (6987 Caslano - Svizzera)
18. Attilio Bloch (6984 Pura - Switzerland)
19. Manuela Bloch (6984 Pura - Switzerland)
20. Nathalie Bloch (6984 Pura - Switzerland)
21. Aline Bloch (6984 Pura - Switzerland)
22. Thierry Bloch (6984 Pura - Switzerland)
23. Paola Pronini Medici (6873 Corteglia - Switzerland)
24. Gianmario Medici (6873 Corteglia - Switzerland)
25. Carla Pronini (6928 Manno - Switzerland)
26. Sergio Pronini (6928 Manno - Switzerland)
27. Silvia Lafranchi (6670 Avegno - Switzerland)
28. Maurizio Crocco (Roma, Italia)
29. Rodolfo Bigotti (Roma,Italy)
30. Carlo Cartier (Modica, Italy)
31. Rosario Galli (Roma, Italia)
32. Gilda Martuscelli(Bologna ,Italia)
33. Maria Teresa Martuscelli(Roma,Italia)
34. Marina Mazzoli (Bologna, Italy)
35. Roberta Bellavia (Bologna, Italy)
36. Marco Chan (Modena Italy)
37. Luca Gammelli (Italy)
38.Micaela Colapietro (Firenze, Italia)
39.Caterina Scardigli (Firenze, Italia)
40.Guido Incerti ( Firenze, Italia)
41. Gaetano De Napoli (Venezia, Italy)
42.Paolo Barbon (Palermo,Italia)
43.Alexandra Vinogradova (Palermo,Italia)
44.Vincenzo Vitale ( 30037 Venezia - Italy )
45. Grazia Fierro (Milano - Italy)
46.Paola Cazzaniga (Bologna - Italy)
47. Gianni Cataldo (Cambridgeshire- UK)
48. Anna Zanoncelli (Cambridgeshire- UK)
49. Angela Vaccari (Bologna-Italy)
50. D'Onofrio Antonio (Bologna-Italy)
51. Bianchi Cristina (Bologna - Italy)
52. Pinardi Andrea (Bologna - Italy)
53. Alberto Perniconi (Roma - Italy)
54. Anna Virgilio Simoni
55. Sara Marcello
56. Antonia Virgilio
57. Samuele Marcello
58. Paola Palma (Italy)
59. Patrizia Blasi (Italy)
60. Ivan Iacocagni (Italy)
61. Giancarlo De Gironimo (Italy)
62. Luisa Lagravinese (Italy)
63. Daniela Napoletano (Italy)
64. Noemi Ettorre
65. Renato Rigamonti (Roma - Italia)
66. Anna Settele (Roma - Italia)
67 Pierluigi Butti (Roma - Italia)
68 Laura Capelli (Roma - Italia)
69 Margherita Ferrucci (Roma - Italia)
70 Claudio Fortuna (roma - Italia)
71 Emilio Fortuna (Bergamo - Italia)
72 Simona Brini (Roma - Italia)
73 Rosalia Niedda (Roma- Italia)
74 Anna maria Bianchi (Roma - Italia)
75 Elena Fossà
76 Anna Genovesi (Orbetello-Italy)
77 Maria Vanna Zanini (Grosseto - Italia)
78 Stefania Zordan (Verona - Italia)
79 Emanuele Corocher (Verona - Italia)
CERVELLO, RISOLTO IL MISTERO DEL DEJA'-VU 
ROMA - Quante volte, pur trovandoci in una situazione del tutto nuova, ci siamo detti: 'io questa scena l'ho già vissutà? Non ne siano delusi i sognatori, ma il misterioso dejà-vu sembra essere solo un 'qui pro quo' del cervello che, pur scoperto essere abilissimo e dotato di una memoria ad hoc per distinguere posti diversi in base a piccoli dettagli, a volte fa confusione e scambia un luogo o una situazione nuovi per altri già vissuti. Quella che sembra essere la decifrazione del mistero del dejà-vu arriva con la scoperta, da parte dell'equipe del premio Nobel per la Medicina 1987 Susumu Tonegawa del Massachusetts Institute of Technology a Boston, del meccanismo di memorizzazione e distinzione di luoghi simili ma con piccole differenze, meccanismo che ha sede nell'ippocampo, il regno dei ricordi. In base alla loro scoperta, pubblicata oggi sulla rivista Science, gli scienziati ipotizzano che il dejà-vu si verifica quando questo meccanismo si inceppa. Defalliance di tale sistema di memoria potrebbe anche essere alla base di molte situazioni di confusione frequenti soprattutto tra gli anziani. Quindi la scoperta può avere ricadute sullo studio e la cura di problemi di memoria.
Il dejà-vu sembra quasi un'esperienza onirica che scaturisce dal profondo e pervade i nostri sensi all'improvviso, sorprendendoci e lasciandoci incapaci di capire se stiamo vivendo una scena già vissuta, o un sogno o nulla di tutto ciò. Luoghi, esperienze, incontri, può succedere a un certo punto di trovarci catapultati in un 'feed back' immaginario; ma é solo un'illusione della mente perché nulla di quello che stiamo vivendo in realtà è già accaduto, né tanto meno lo abbiamo sognato. Se il dejà-vu è un mistero di cui tutti facciamo esperienza nella vita, ci sono anche coloro che soffrono di veri e propri dejà-vu cronici, un vero problema di memoria dai contorni ancora enigmatici. Gli esperti Usa pensano che alla base del dejà-vu ci sia un meccanismo mnemonico precisamente predisposto a farci distinguere luoghi e situazioni simili ma non identiche tra loro. Gli esperti hanno scoperto l'esistenza di questo meccanismo: in una regione dell'ippocampo (il giro dentato) si crea quasi una sorta di 'stampa fotografica' di ogni luogo visitato, utile per riconoscere 'al volo' differenze tra luoghi simili e sapere subito dove ci troviamo. Inoltre gli scienziati hanno visto che, spegnendo un gene importante per la memoria nei neuroni del giro dentato di topolini, questi perdono la capacità di distinguere due gabbie molto simili tra loro ma non identiche. L'ipotesi ventilata dagli scienziati è che se il meccanismo mnemonico scoperto 'entra in confusione', si avverte la sensazione di essere già stati in un luogo in realtà per noi nuovo e quindi il dejà-vu. In pratica, spiega Tonegawa, l'ippocampo crea delle mappe mentali di nuovi luoghi ed esperienze e le archivia per usi futuri, le tante immagini schedate sono ad alta definizione, riprendendo il posto in ogni dettaglio in modo da non confonderci: ma se due immagini sono molto simili tra loro la memoria può fare confusione e allora ecco incalzare il dejà-vu.
La scoperta è importante, conclude Tonegawa, perché svela sofisticati meccanismi mnemonici e finalmente sembra risolvere un annoso dibattito su come il cervello sia capace di distinguere luoghi ed esperienze molto simili tra loro, portando un prezioso contributo agli studi sui disturbi di memoria.
I dati emergono in uno studio della Società italiana di pediatria
Allarme anche per l'eccesso di tv e i disturbi alimentari
Bullismo, a scuola coinvolge 8 su 10
E per le ragazze rischio anoressia
Fenomeno in crescita: più 5%. E l'81% sostiene di avere comportamenti scorretti per dimostrare coraggio
MILANO - Quasi otto ragazzi delle scuole medie su dieci hanno conosciuto da vicino atti di bullismo, o perché ne sono stati vittima, o perché lo hanno subito i loro amici. E se in teoria il 75% dei giovani dichiara che è giusto che la vittima di questi maltrattamenti cerchi aiuto in un genitore o comunque in una persona adulta, all'atto pratico il 53% afferma che se accadesse a lui si difenderebbe da solo.
I dati, che segnano un aumento del fenomeno di circa il 5% rispetto l'anno scorso, sono stati presentati oggi a Milano dalla Società italiana di pediatria, che ha condotto un'indagine sulle abitudini e sugli stili di vita degli adolescenti. Lo studio è stato presentato oggi, nel corso di una giornata in cui è stato anche lanciato l'allarme sull'eccesso di tv di cui sono vittima i bambini.
Cresce il bullismo. Dall'inchiesta, che ha coinvolto più di 1.200 ragazzi tra i 12 e i 14 anni, emerge che sono più i ragazzi delle ragazze ad assistere ad atti di bullismo (77% contro il 68%), senza differenze significative tra il Nord e il Sud del Paese. Cresce anche il giudizio negativo che i giovanissimi danno di chi, vittima di bullismo, cerca aiuto in un adulto: il 24% considera "fifone" o "spia" chi non cerca di difendersi da solo. I pediatri comunque sottolineano che il bullismo riguarda ormai quasi allo stesso modo sia i maschi sia le femmine; e che il fenomeno del bullismo femminile, anche se meno fisico e più psicologico, non è certo meno dannoso.
Le motivazioni. La stragrande maggioranza (86-87%) dei partecipanti all'indagine considera pericolose azioni come fumare spinelli, guidare senza patente, rubare o avere rapporti sessuali non protetti; ma quasi il 62% dichiara di assumere apposta questi atteggiamenti, soprattutto per "dimostrare il proprio coraggio" (81% dei casi) e "per sentirsi grandi" (71%).
Troppa tv. Il 30% dei bambini italiani passa troppe ore davanti alla televisione. Ma c'è una nota positiva: nel 2006, per la prima volta dal 1997, il loro numero ha cominciato a diminuire. Il problema, secondo Giuseppe Saggese della Sip, "non è solo la latitanza della famiglia e della scuola: i giovani sono sempre più immersi in un mondo mediatico, guardano troppa televisione, hanno il computer, il cellulare, e il loro modo di comunicare è totalmente cambiato".
Disturbi alimentari. "Con sole due ore al giorno di televisione - continua Saggese - passano davanti ai loro occhi più di 5 mila spot di prodotti alimentari, e bisogna ricordare che, come si legge dai dati dell'indagine, il 90,8% dei giovani desidera ciò che vede in pubblicità. Se aggiungiamo che oltre il 70% dichiara di 'mangiucchiare' davanti alla tv, e che i programmi presentano sempre più un modello di bellezza ispirato all'essere magri, non è difficile vedere in questo una causa dei disturbi della condotta alimentare".
Rischio anoressia. Sempre dall'indagine si legge che il 60% delle ragazze "vorrebbe essere più magra"; circa una giovane su quattro ha provato una dieta, mentre un altro 15% circa vorrebbe iniziarne una. Solo il 32% di chi l'ha già fatta si è rivolto al medico, mentre la restante percentuale si fa consigliare da amici, dai siti internet o si auto-prescrive la dieta.
I limiti della scuola. a Secondo i pediatri, la scuola non aiuta molto a insegnare uno stile di vita corretto e meno sedentario: "Servirebbe fare meno ore di latino e greco - conclude Saggese - e più ore di educazione sessuale e di educazione fisica. Adesso ne viene fatta solo un'ora, al massimo due, mentre ne servirebbero almeno il doppio. Le palestre delle scuole dovrebbero essere usate di più, magari anche impiegandole a basso costo per far muovere i giovani al di fuori dell'orario scolastico".
| Parma, a ottobre Festival di Verdi |
| Dall'1 al 28 ottobre, anche a Busseto, Modena, Reggio Emilia |
- Parma si prepara a celebrare come ogni anno la nascita di Verdi con un festival a lui dedicato dall'1 al 28 ottobre. Nel mese in cui ricorre l'anniversario del maestro, per la prima volta non solo Parma e il suo Teatro Regio, ma anche Busseto, Modena, Reggio Emilia si confronteranno con un forte impegno artistico. Luisa Miller, La Traviata, Oberto Conte di San Bonifacio, Messa da Requiem sono i principali appuntamenti dei ventotto giorni del Festival. |
SUPERENALOTTO, 71,5 MLN EURO VINTI IN EMILIA ROMAGNA
SAVIGNANO SUL RUBICONE (FORLI'-CESENA) - "E' un giovane sui trent'anni, abita qui, di più non posso dire".
Leggenda metropolitana o l'esatto identikit del neo Paperone? Un avventore del bar di Capanni, piccola frazione di Savignano sul Rubicone nel cesenate, dice di sapere con certezza chi ha giocato ieri la fortunata schedina al Superenalotto che, con un sistema da poco più di cinque euro, ha fruttato un '6' e sei '5' per un bottino di oltre 71 milioni e mezzo di euro, la seconda vincita di tutti i tempi nella storia del concorso, dopo quella, di poco più alta, realizzata a Milano il 4 maggio di due anni fa.
La schedina è stata giocata nella tabaccheria di Manuela Rinaldi, all'interno del centro commerciale 'Romagna center', il più grande della zona, e - ha spiegato la titolare - faceva parte di un sistema messo a punto da suo figlio Filippo. La schedina, giocata tra le ultime prima della chiusura nel tardo pomeriggio di ieri, era composta da una colonna da 7 numeri e da tre colonne da sei numeri ciascuna. "Probabilmente il giocatore é un cabalista - spiega la tabaccaia, 50 anni, che gestisce l' esercizio con il marito Mario Maggioli e con il figlio - perché ha giocato ad esempio i numeri della fortuna e della sfortuna, il 13 e il 17, e il 7, che è il numero perfetto". Oggi la tabaccheria fortunata è chiusa, come l'intero shopping center, e riaprirà i battenti solo domani pomeriggio. Ma al bar di Capanni (circa 240 abitanti) questa mattina non si é parlato d'altro. "Se lo conoscessi andrei a chiedergli dei soldi anch'io", commenta sorridendo un altro cliente. Finora ai gestori della ricevitoria non sono arrivate telefonate dal vincitore: "No, nessuna chiamata - conferma Manuela Rinaldi - Potrebbe essere un cliente abituale, ma anche di passaggio. Nel nostro locale passano tantissime persone, e negli ultimi giorni le giocate erano quasi raddoppiate, vista l'entità della posta in palio. Di sicuro non abbiamo vinto noi".
GLI URAGANI IN USA PROVOCATI DALLE TEMPESTE DI FULMINI IN AFRICA
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista 'Geophysical Research Letters', a provocare gli uragani devastanti del 2005 negli Usa sono state le tempeste di fulmini in Etiopia nello stesso anno. Gli scienziati israeliani hanno preso in esame le statistiche sugli uragani americani del 2005 e del 2006, due annate molto diverse tra loro: la prima ha visto un record di 28 tempeste 'battezzate', fra cui la catastrofica Kathrina, mentre nel 2006 le tempeste con un nome sono state solo 10, il 64% in meno. Negli stessi anni anche l'attivita' dei fulmini nell'Africa orientale, specialmente in Etiopia, e' diminuita del 23%. ''I due fenomeni sono legati - spiega Colin Price, che ha condotto lo studio - e con questa ricerca siamo in grado di 'vedere' un uragano ancora prima che diventi tale''.
Nel suo articolo, Price paragona l'effetto dei fulmini a quello di un sasso in uno stagno:''Il sasso provoca ondulazioni e turbolenze che si propagano, e piu' grande e' il sasso e maggiore e' la perturbazione - spiega il metereologo - i fulmini in Africa sono come un macigno''. Le turbolenze causate dai fulmini creano delle aree di bassa pressione chiamate 'African easterly waves' (Aew), di cui la meta' e' stata riconosciuta responsabile di uragani che attraversano l'Atlantico. Gli altri fattori determinanti per questa trasformazione sono la temperatura dell'oceano, il cui aumento e' spesso messo in relazione con la maggiore violenza delle tempeste, la polvere e i venti sopra l'oceano. I ricercatori hanno usato i dati del World Wide Lighting Location Network (Wwlln), una rete mondiale di centri di ricerca sui fulmini coordinata dall'universita' di Washington. Tramite sensori, che registrano le onde elettromagnetiche generate dai fulmini, dislocati in tutto il pianeta il network fornisce la mappa dell'attivita' elettrica aggiornata minuto per minuto (visibile sotto forma di planisfero sul sito http://webflash.ess.washington.edu) oltre all'archivio dei dati degli ultimi anni. Analizzando i dati relativi all'Africa orientale, i ricercatori hanno concluso che anche se solo una frazione delle Aew provoca un uragano, almeno l'85% di quelli piu' violenti e i due terzi del totale sono causati dai fulmini africani. Secondo gli autori, questo studio fornisce uno strumento prezioso per predire con largo anticipo l'arrivo di tempeste violente.
Luna Rossa, finale Vuitton Cup nel mirino
- VALENCIA - Nel cielo, ma soprattutto nel mare, di Valencia la Luna brilla di luce propria. E' una Luna bella, folgorante, veloce, vincente, inattaccabile, che conquista un successo rotondo. Nel calcio sarebbe il piu' classico dei 2-0 con un gol per tempo. E' una Luna che vola, quella valenciana, che fa sognare e si avvicina a grandi falcate verso la finale della Louis Vuitton Cup di vela. Nessuno, forse nemmeno il piu' ottimista dei sostenitori dello scafo targato Telecom-Prada, avrebbe potuto prevedere un 3-1 di marca italiana dopo un poker di regate. Ne' tanto meno una supremazia cosi' schiacciante. Per la vela italiana e' stata una giornata da incorniciare, grazie al terzo successo del team di Francesco De Angelis sugli statunitensi di Bmw Oracle Racing; per quella spagnola da dimenticare, in seguito al ko subito (anche in questo caso il terzo) nell'altra semifinale della Louis Vuitton Cup contro Emirates Team New Zealand, come Luna Rossa lanciata verso la finale degli sfidanti. La prova di forza di Luna Rossa e' stata di notevoli proporzioni: James Spithill in partenza si e' presentato con un atteggiamento meno aggressivo, ma Bmw Oracle non e' riuscito a prendere il largo. In partenza Luna Rossa e' a sinistra, gli americani a destra, cercando di sfruttare il vento costante di 11 nodi da sud est. Il vantaggio dello scafo italiano e' di qualche secondo a inizio della prima bolina, poi sale a 17 metri. Comincia la battaglia di virate fra le due imbarcazioni, con Luna Rossa che cerca di tenere la sinistra, ma intanto riesce a controllare Bmw Oracle che rimane dietro. Anche di bolina, la Luna dimostra di mantenere una buona velocita' ed e' questa la principale novita'. L'altra arriva poco dopo: Bmw, infatti, rompe il 'flipper', vale a dire una delle parti della crocetta, e manda un uomo (Eric Doyle) sull'albero a recuperarlo. Alla boa di bolina, Luna Rossa conserva un vantaggio di 13'', che diventeranno 12'' in poppa. Dopo il passaggio al cancello di poppa avviene una separazione netta e costante, che porta le barche a una distanza di 2.702, un record per la Coppa America : lo scafo italiano comincia a perdere secondi, viene raggiunto e superato dagli statunitensi. La maschera di Chris Dickson al timone e' impenetrabile, si teme un remake della sconfitta di martedi'. Anche perche', i Bmw Oracle guadagnano una trentina di metri e sembrano lanciati. Invece, nel bel mezzo della seconda bolina, Luna Rossa vira verso il centro del campo di regata e, avvicinandosi agli avversari, si riporta in testa alla regata. Una scelta rischiosa, che permette alla seconda boa di conquistare un vantaggio di 29''. Dickson cerca di accorciare le distanze nell'ultima poppa, ma non riesce ad andare oltre i propri sogni di gloria: piu' di 150 metri di distacco non sono facili da recuperare, soprattutto quando il team che guida la regata non lascia alcuna chance di rimonta. Luna Rossa compie un altro passo in avanti verso le finali, i tifosi italiani tirano un sospiro di sollievo e, assieme a loro, anche il patron Patrizio Bertelli. Anche Emirates Team New Zealand si assicura il terzo punto sugli spagnoli, dopo una regata meno emozionante. A questo punto della serie (anche se mancano ancora due vittorie per passare in finale) i leader delle due semifinali hanno un margine di vantaggio che vale oro colato.
- VALENCIA - 

Dopo un posticipo di circa mezz'ora sono partite le seste regate valide per la semifinale della Louis Vuitton Cup di vela. In acqua per primi gli scafi di Desafio Espanol 2007 ed Emirates Team New Zealand, che parte dal vantaggio di 4-1, poi il match race fra Luna Rossa e Bmw Oracle Racing, oggi senza Chris Dickson al timone.
| Spazio: su Titano molecole organiche |
| Il meccanismo e' stato descritto su Science |
ROMA - C'e' una vera e propria 'fabbrica' di molecole organiche nell'atmosfera della piu' grande luna di Saturno, Titano. Il meccanismo e' stato descritto su Science: gli ingredienti alla base della vita sono prodotti a partire dalle reazioni scatenate dalla radiazione solare e alla loro presenza si deve il caratteristico colore arancione all'atmosfera di Titano. Lo studio si deve ai ricercatori dell'universita' del Michigan e del Southwest Reasearch Institute di San Antonio. |
Louis Vuitton Cup
|
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Bmw Oracle Racing* |
3 | 18 | 16 | 37 | 1 |
Emirates Team New Zealand* |
4 | 14 | 18 | 36 | 2 |
Luna Rossa Challenge* |
3 | 16 | 14 | 33 | 3 |
Desafío Español 2007* |
3 | 14 | 12 | 29 | 4 |
Victory Challenge |
2 | 12 | 12 | 26 | 5 |
Mascalzone Latino - Capitalia Team |
2 | 12 | 6 | 20 | 6 |
Team Shosholoza |
2 | 10 | 6 | 18 | 7 |
Areva Challenge |
1 | 8 | 8 | 17 | 8 |
+39 Challenge |
2 | 4 | 4 | 10 | 9 |
United Internet Team Germany |
1 | 2 | 2 | 5 | 10 |
China Team |
1 | 0 | 2 | 3 | 11 |
California, spara nel campus: un morto
"Lite coi compagni per la Playstation 2"
Poche settimane fa la strage al Virginia Tech in cui morirono 32 persone
Dopo la sparatoria
Jonquel Brooks, questo il nome dell'assassino (19 anni), si è arreso dopo una trattativa telefonica che ha visto coinvolti i suoi genitori e un avvocato. La polizia lo ha preso in consegna e arrestato per omicidio, ma la pistola al momento non è stata recuperata. Confermato anche, dagli inquirenti, il perché della lite, che ha dato origine alla sparatoria: una banale contesa su una Playstation 2. Che a spinto uno studente universitario a impugnare un'arma e sparare ai propri compagni di appartamento, uccidendone uno e ferendone altri due.
E' accaduto a Fresno, ieri notte - le 8 di questa mattina in Italia. Il giovane si è poi barricato in casa, dove la polizia, che aveva circondato l'edificio, ha cercato per ore di convincendolo ad arrendersi contatto con gli agenti via telefono. Le lezioni dell'università non sono state interrotte, perché la polizia riteneva che la situazione fosse sotto controllo avendo stabilito un contatto telefonica.
La residenza dove è avvenuta la sparatoria si trova a nord del campus, su Barstow Avenue, a un isolato di distanza dalla sede delle lezioni dell'ateneo, frequentato da circa 20.000 studenti.
L'episodio segue di poche settimane dalla tragedia nel campus del Virginia Tech, dove uno studente ha ucciso 32 persone e poi si è tolto la vita, nel peggior massacro del genere nella storia americana, ma la polizia ci tiene a precisare che questo è un caso completamente diverso: "Qui c'è stato semplicemente un litigio tra un individuo e un gruppo di persone", ha detto un portavoce della polizia. E poi qui l'assassino, alla fine, si è arreso.
Bertolaso, riserva strategica di 350 milioni di metri cubi
ROMA - Una "riserva strategica" di 350 milioni di metri cubi d'acqua da accumulare entro fine maggio, che consenta di passare 'indenni' i mesi estivi. E' l'obiettivo che si sono dati tutti i soggetti coinvolti nella gestione della risorsa idrica per far fronte all'emergenza siccità. Il piano - messo a punto nelle riunioni che si sono tenute in queste settimane che hanno preceduto la dichiarazione dello stato di crisi - è stato illustrato dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso nel corso dell'audizione in commissione Ambiente alla Camera. In pratica funziona così: le società elettriche si sono impegnate ad un risparmio totale fino a fine maggio di 215 milioni di metri cubi d'acqua e il settore agricolo ha preso un impegno per una riduzione, in tutto il bacino del Po, dell'8%, pari a circa 130 milioni di metri cubi. Il totale risparmiato sarà appunto la "riserva strategica" con cui affrontare la situazione nei mesi estivi.
"La riserva - ha detto Bertolaso - é un'assoluta esigenza che, riteniamo, ci consentirà di gestire la situazione". Sul fronte black out, invece, il piano prevede da parte di Terna l'acquisto all'estero di circa 2mila megawatt di energia (già prenotati) e la possibilità di attuare distacchi programmati, "ma solo per il comparto industriale", ha spiegato Bertolaso. "Al momento sono esclusi distacchi ad uso domestico". C'é però su questo fronte, ha sottolineato il capo della Protezione Civile, qualche "preoccupazione" da parte di Terna perché vi sono ad oggi alcune Autorità che gestiscono i laghi (é il caso del lago Maggiore) che non hanno ancora iniziato a trattenere quei quantitativi di acqua che consentano di accumulare la riserva strategica. Quanto alla situazione attuale, Bertolaso l'ha sintetizzata così: il Po è in "grave sofferenza"; l'Adige in sofferenza; meno grave è invece la situazione dei bacini dell'Alto adriatico; nessun problema al momento per Arno e Tevere; nessuna criticità al Sud. "Il sistema ha stimato il permanere di un deficit idrico, nonostante le piogge di questi giorni, del 30-40% rispetto alla media del periodo - ha sottolineato il capo della Protezione Civile - Un dato che è pari ad una riduzione di 300/400 millimetri delle precipitazioni in inverno".
La bozza del documento è stata illustrata dal capo del Dipartimento Guido Bertolaso alla Commissione ambiente della Camera. Ai deputati Bertolaso ha ribadito che le piogge di questi giorni hanno "parzialmente ridotto" la sofferenza del Po e dei grandi laghi, ma non bastano a colmare il deficit accumulato.

COPPA AMERICA: DESAFIO ULTIMA SEMIFINALISTA PER VALENCIA
La vittoria di Emirates Team New Zealand sugli svedesi di Victory Challenge, nel match race del secondo Round Robin della Louis Vuitton Cup di vela, ha fatto spalancare per gli spagnoli le porte delle semifinali. Adesso anche la matematica premia i padroni di casa che, nonostante la sconfitta odierna subita contro Bmw Oracle Racing, hanno conservato il quarto posto con 3 punti di vantaggio su Victory, a una regata dalla fine. E' la prima volta che un equipaggio spagnolo accede nelle semifinali della Louis Vuitton Cup. Erano già in semifinale Luna Rossa, New Zealand e appunto Bmw Oracle.
LUNA ROSSA BATTE MASCALZONE
Luna Rossa Challenge si é aggiudicata l'ultimo derby italiano valido per il secondo Round Robin della Louis Vuitton di vela, battendo Mascalzone Latino-Capitalia Team. Il team di Francesco De Angelis ha così riscattato la sconfitta subita ieri contro gli statunitensi di Bmw Oracle Racing. Inutile il grande recupero finale dei 'mascalzoni'.
IN NECROPOLI BULGARA I CAVALIERI TEMPLARI

SOFIA - Misteriosi ritrovamenti accreditano l'ipotesi di una presenza dei Cavalieri Templari nel Medio Evo in Bulgaria, durante il periodo delle Crociate cristiane. L' attenzione di studiosi, archeologi e curiosi è rivolta alla scoperta di una antica necropoli rinvenuta vicino al Danubio. "Dispongo di prove documentali della presenza di Cavalieri Templari nelle terre bulgare nel Medioevo, che con ogni probabilità saranno convalidate anche dai reperti archeologici", ha detto all'ANSA il professor Nikolay Ovcharov, il noto archeologo bulgaro che il 20-23 aprile scorsi ha fatto un primo sopralluogo nella necropoli nei pressi del paese di Nissovo, vicino al porto di Ruse sul Danubio, dove comincerà gli scavi in grande stile nell'estate del 2008. A un primo esame si tratterebbe di un cimitero di Templari del XIII-XIV secolo mai esplorato finora ma palesemente "visitato" dai tombaroli. Presenta una cinquantina di croci di pietra alte fino a due metri e di circa una tonnellata di peso ciascuna, che probabilmente sovrastano le rispettive lapidi delle tombe, rimaste sotto terra. Al centro delle croci si vede inciso un cerchio con dentro la caratteristica croce dei Cavalieri Templari. "Non abbiamo trovato iscrizioni sulle croci di pietra ma su alcune abbiamo identificato strani e sconosciuti simboli che dobbiamo studiare", ha aggiunto Ovcharov. Nella necropoli ci sarebbero un'altra trentina di croci di pietra cadute e rimaste interrate. La sua equipe ha già accertato - confrontando manoscritti medievali bulgari, francesi e ungheresi - il fatto storico della presenza dei Templari nella Bulgaria settentrionale.
La storia risale all'epoca dell'Impero Latino d'Oriente (1204-1261), fondato su una parte dell'Impero bizantino dai condottieri della IV crociata, dirottata a Costantinopoli per volere di Venezia, che intendeva così strappare a Genova l' egemonia sui traffici orientali. Il nuovo imperatore Baldovino di Fiandra (1204-1206) distribuì feudi agli altri capi latini e piazzeforti ai veneziani. L'Impero però dovette sostenere aspre lotte contro i potentati greci e sopratutto contro le truppe del regno bulgaro, finché fu travolto da Michele VIII Paleologo, imperatore di Nicea, nel 1261. In questo contesto storico, secondo gli esperti bulgari, l' Ordine dei Templari svolgeva un doppio ruolo. Da una parte formava le truppe d'assalto nell'esercito dell'Impero Latino d Oriente contro greci e bulgari. Dall'altra fungeva da sentinella lungo la rotta terrestre dei pellegrini occidentali verso Gerusalemme, che passava anche per le terre bulgare. I Templari crearono così nella Bulgaria settentrionale veri e propri insediamenti di cui faceva parte probabilmente anche la necropoli di Nissovo. Ancora oggi avvolto nel mistero, l'Ordine dei Templari fu fondato nel XII secolo dopo la Prima Crociata, in circostanze sconosciute. Il suo scopo primario era quello di proteggere il Regno di Gerusalemme contro le popolazioni musulmane ostili. Col passare del tempo l'Ordine si trasformò in una potente struttura economica e politica, con enorme influenza sui regni dell'Europa medievale. Temendo il suo potere, e volendo impossessarsi delle sue ricchezze, nel 1307 il re di Francia Filippo IV il Bello convinse Papa Clemente V a scomunicare l' Ordine dei Templari. I Cavalieri furono accusati di eresia, sodomia e altri reati e furono oggetto di una campagna di sterminio che si concluse il 18 marzo 1314 con la messa al rogo del Grande Maestro dell'Ordine, Jacques de Molay.
RAGAZZINA VIOLENTATA IN PUGLIA
VICO DEL GARGANO (FOGGIA) - In tre hanno abbordato una ragazzina di 17 anni in una discoteca e, minacciandola con un coltello, l'hanno ripetutamente violentata. La ragazza è ricoverata in riserva di prognosi in ospedale. E' accaduto a Vico del Gargano dove i carabinieri, poco dopo, hanno arrestato i tre, poco più che ventenni, con l'accusa di violenza sessuale di gruppo, porto abusivo di coltello e lesioni personali. A quanto si è saputo, i tre hanno costretto la ragazza a seguirli in un locale in uso ad uno di loro, e qui le hanno procurato numerose ferite con il coltello e l' hanno a turno ripetutamente violentata.
E' stata soccorsa e salvata da un passante che ha avvisato i carabinieri, picchiata, violentata e ferita con una coltellata all'addome la notte. L'uomo ha sentito il pianto e le grida di aiuto della ragazza, dopo che, violentata e ferita, era gia' stata abbandonata dai suoi aggressori nella stessa zona periferica dove era stata condotta. I militari sono intervenuti e, sulla base delle indagini compiute, hanno arrestato ancora nella notte, in flagranza di reato, i tre ventunenni di Vico ritenuti responsabili dell'aggressione.
Le sue condizioni sono gravi ma la sua vita non e' pericolo: e' quanto fanno sapere i medici. La ragazza e' ricoverata nell'ospedale di san Severo (Foggia) ed e' uscita intorno alle 13.30 dalla sala operatoria dove dalla prime ore della mattinata e' stata sottoposta a un intervento chirurgico. La delicata operazione cui e' stata sottoposta ha richiesto alcune ore per via di una ferita che le e' stata inferta con un coltello, nella parte sinistra dell'addome. I medici si sono riservati comunque la prognosi. Dalle notizie trapelate, sembra che la ragazzina sia stata colpita con sette coltellate, una delle quali, quella all'addome, ha provocato i danni maggiori. Le altre sono state inferte al collo e alle braccia. La ragazza avrebbe inutilmente cercato di opporsi alla violenza, ma e' stata sopraffatta dai tre ragazzi. Tentando di fuggire, ha gridato che avrebbe raccontato tutto e li avrebbe denunciati e, a questo punto, e' stata bloccata e accoltellata.
Sono Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e Vincenzo Pane, tutti e tre di 21 anni e di Vico del Gargano, i presunti responsabili della violenza. I tre arrestati dai carabinieri che, intervenuti ancora nel cuore della notte dopo che e' stato dato l'allarme sull'aggressione alla ragazza, nelle loro case avrebbero trovato abiti macchiati di sangue. I tre - a quanto si e' saputo - avevano conosciuto la ragazza in una discoteca: hanno cominciato a chiacchierare e hanno bevuto finche' l' hanno portata fuori e l' hanno costretta a seguirli.
SCOPERTA LA TOMBA ERODE IL GRANDE
GERUSALEMME - Una delle scoperte più importanti degli ultimi anni: questo, secondo il professor Ehud Netzer dell' Istituto di archeologia dell'Università ebraica di Gerusalemme, il significato della scoperta dopo decenni di ricerche della tomba di Erode il Grande nel punto che pure era stato indicato dal suo contemporaneo, lo storico romano Giuseppe Flavio (Yossef Ben Mattitiyahu).
Erode ha confermato Netzer era effettivamente sepolto nel suo palazzo-mausoleo di Herodion, sette miglia a sud di Gerusalemme. Ma non alle pendici, come si era a lungo ritenuto, bensì in una posizione molto più elevata. Per il suo luogo di sepoltura il monarca (che con il sostegno attivo di Roma aveva regnato sulla Giudea dal 40 a.C. al 4 a.C.) aveva approntato un locale di 10 metri per 10, a cui si accedeva mediante una scalinata larga 6,5 metri. Il suo sarcofago era lungo 2,5 metri ed era di fattura squisita. Come mai è stato scoperto solo adesso ? Il professor Netzer ha affermato di averlo trovato ridotto in frantumi e ha ipotizzato che la distruzione non sia stata opera di ladri comuni. "Abbiamo trovato chiari segni di martellate" ha precisato. E' probabile dunque, a suo parere, che la demolizione del magnifico sarcofago sia stata opera di ebrei che si erano ribellati alla occupazione romana negli anni 66-72 d.C: gli anni della distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei legionari di Tito e dell'assedio della fortezza di Massada, sul mar Morto. Proprio il Tempio di Gerusalemme e Massada sono fra i progetti edili curati da Erode il Grande, un monarca efficiente e privo di scrupoli. Sempre su suo ordine furono costruite le eleganti città di Cesarea (sulla sponda del mar Mediterraneo) e di Sebastia, in Samaria. Ma probabilmente il progetto che gli fu maggiormente a cuore fu appunto lo Herodion. Era una collina artificiale, scrive Giuseppe Flavio, "con la forma di un seno femminile" da dove si dominava il deserto di Giudea fino al mar Morto. La circondavano torri di guardia rotonde, e al suo interno c'era un palazzo magnifico rifornito di grandi quantità di acqua portata da una località distante. Per avere accesso nella sua residenza occorreva risalire 200 scalini di marmo. La morte aveva colto Erode nel suo palazzo invernale di Gerico. Il corteo funebre percorse 24 miglia per raggiungere lo Herodion. Il monarca fu inumato con la corona d'oro in testa e con lo scettro nella mano destra. Entrambi sono andati perduti. Oggi alla stampa il professor Netzer ha tuttavia mostrato con orgoglio i frammenti di una elegante rosetta di pietra che adornava il sarcofago e un vaso. Nella zona, gli scavi proseguono.
MANAUDOU, ADDIO FRANCIA: IN ITALIA PER AMORE
PARIGI - La Francia è sotto choc: ha trovato un nuovo presidente ma ha perso la sua sirenetta, la giovane nuotatrice e campionessa olimpica pluripremiata Laure Manoudou, 'fuggita' in Italia "Manaudou è partita" titola L'Equipe. Laure ha lasciato il suo coach, Philippe Lucas che l'allenava da sei anni, a causa di una probabile lite o incomprensione tra i due - lui è sempre stato molto esigente, forse troppo - e lei ora ha "voglia d'altro", secondo il quotidiano sportivo francese. Laure è scappata in Italia, nella città di Verona, cioè quella di Romeo e Giulietta, nelle braccia del suo innamorato, Luca Marin. "Non aveva la testa per nuotare a causa di problemi personali", ha spiegato a L' Equipe il suo allenatore a cui non resta che "aspettare".
"E' una ragazza cui voglio bene, non voglio creare polemiche. Da quello che ho sentito, ha preso il suo gatto e ha raccolto le sue cose. Non credo che ritornera", ha aggiunto. A Canet-en-Roussillon, nel sud della Francia, il suo club è dispiaciuto e quasi rassegnato a questa improvvisa decisione. Secondo uno dei suoi amici Laure "era felice qui ma non parte solo per il suo fidanzato. Lei ha visto che il nuoto era diverso in Italia. Ha trascorso sette anni a fare la stessa cosa, non si sentiva più bene nel gruppo. Philippe le chiedeva sempre troppo".
La federazione francese teme che la giovane passi ad allenarsi in Italia, che diventi italiana (possibilità che emergerebbe da un eventuale matrimonio con Marin) e la Francia intera, nello sport, è in crisi per la possibilità di perdere la sua campionessa. Già da qualche giorno, prima della ruttura, Philippe Lucas era, secondo alcuni collaboratori, "particolarmente irritabile", probabilmente non aveva visto di buon occhio che la Manaudou si fosse trattenuta a casa, al suo ritorno a Parigi, con il suo fidanzato, e che aveva visto anche uno dei rappresentanti de LaPresse, il club italiano di Manin. Poi a Torino aveva cenato con Luca e il presidente e il direttore generale de LaPresse, Marco Durante e Paolo Penso. Non vuole intervenire Didier Poulmaire, l'avvocato della campionessa, che potrebbe esprimersi nei prossimi giorni.
"Non voglio parlare" è stata anche la risposta di Laure. Per l'ex-presidente del club di Manoudou, Dominique Camus, la decisione di Laure non è definitiva, "é un colpo di testa da innamorati". "Penso che si tratti più di un affare di cuore che di un conflitto con chicchesia. Credo che ritornerà sui suoi passi. Al telefono la settimana scorsa mi aveva detto che non avrebbe lasciato il club ma che voleva allenarsi in modo diverso", ha aggiunto Camus. A quindici mesi dai giochi Olimpici di Pechino la Francia si interroga sulle conseguenze sportive della fuga di Laure, mentre a Canet, dice L'Equipe, "sembrano aver girato pagina".
COMO, UNDICENNE TRAVOLTO DA UN TRENO
COMO - Aveva 11 anni: è stato agganciato da un treno in transito mentre, con un gruppo di amici, disegnava graffiti sul muro del cavalcavia ferroviario, proprio accanto ai binari. Ferito mortalmente, il suo corpo è finito in mezzo alla massicciata dove è stato travolto da un convoglio passato in un secondo tempo, nella direzione opposta.
E' questa la ricostruzione ritenuta più probabile dalla polizia sull'orribile morte di Cristian F.S., di Merone (Como) ucciso questo pomeriggio alle 16.30 sulla linea Milano-Asso delle Ferrovie Nord Milano, nel territorio del comune di Merone. Una ricostruzione fatta analizzando le ferite riscontrate sul corpo: una lesione alla testa, si ritiene quella mortale, provocata dall'impatto con il treno o con il terreno, e ferite a un fianco. Una ricostruzione compatibile anche con il racconto del macchinista del secondo convoglio, per il quale quando la motrice è arrivata vicino al cavalcavia, il corpo dell'undicenne era già in mezzo ai binari, privo di vita.
Un particolare che al momento del ritrovamento sembrava inspiegabile. L'ipotesi dei graffiti nasce dal ritrovamento vicino al cavalcavia in cemento quasi interamente coperto di disegni e scritte, di una bomboletta spray, e di alcune tracce di vernice fresca. Si pensa pertanto che Cristian, arrivato con una bicicletta prestata da un amico, si trovasse sotto quel ponte con un gruppo di ragazzi, per disegnare lui stesso o magari soltanto per osservarli all'opera. Al transito del convoglio la tragedia: è stato agganciato da una carrozza, oppure è stato risucchiato dallo spostamento d'aria.
La conseguenza è stata che Cristian è stato sbattuto con violenza a terra, dove è rimasto sino al passaggio del treno successivo, mentre gli altri ragazzi scappavano, impauriti. Evidentemente il conducente del primo convoglio non si è accorto di nulla. Cristian viveva a Merone con la mamma e il fratellino minore di sei anni, il padre da tempo si è trasferito in Calabria. Frequentava la prima media, lo ricordano come particolarmente vivace. Il magistrato di turno di Como, Mariano Fadda, ha disposto l'autopsia per fugare gli ultimi dubbi sulla dinamica.
ECO-ENERGIA: AUTOBUS PROVINCIA SIENA ANDRANNO A GIRASOLE
SIENA - Gli autobus pubblici della provincia di Siena andranno a girasole, riducendo del 40% le emissioni di ossido di carbonio rispetto al gasolio. E' il primo esempio di ''filiera chiusa'', ovvero dalla produzione all'utilizzo, del biodiesel in Italia. L'iniziativa, informa una nota, e' stata presentato oggi allo stand Arsia ad Agrienergie, la rassegna nazionale delle energie rinnovabili in programma al Centro Affari e Convegni di Arezzo, da oggi a domenica. Il progetto S.I.En.A., ''Progetto pilota per lo sviluppo integrato delle energie rinnovabili dal settore agroforestale'', promosso da Regione Toscana attraverso l'Arsia e finanziato nell'ambito di un bando della Fondazione MPS, interessa circa 150 ettari coltivati a girasole coinvolgendo 5 aziende locali, e garantira' biocarburante, in miscela al 25%, utile per muovere 10 tra autobus delle linee urbane ed extraurbane del Train, la Societa' che gestisce le linee di Siena provincia, e mezzi di Siena Ambiente, la societa' senese che si occupa della raccolta dei rifiuti. Il costo dell'intero progetto e' stato di 376 mila euro, di cui 250 mila finanziati dalla Fondazione MPS, 35 mila dalla Regione Toscana e i restanti dai soggetti partner del progetto.







- Parma si prepara a celebrare come ogni anno la nascita di Verdi con un festival a lui dedicato dall'1 al 28 ottobre. Nel mese in cui ricorre l'anniversario del maestro, per la prima volta non solo Parma e il suo Teatro Regio, ma anche Busseto, Modena, Reggio Emilia si confronteranno con un forte impegno artistico. Luisa Miller, La Traviata, Oberto Conte di San Bonifacio, Messa da Requiem sono i principali appuntamenti dei ventotto giorni del Festival.
ROMA - C'e' una vera e propria 'fabbrica' di molecole organiche nell'atmosfera della piu' grande luna di Saturno, Titano. Il meccanismo e' stato descritto su Science: gli ingredienti alla base della vita sono prodotti a partire dalle reazioni scatenate dalla radiazione solare e alla loro presenza si deve il caratteristico colore arancione all'atmosfera di Titano. Lo studio si deve ai ricercatori dell'universita' del Michigan e del Southwest Reasearch Institute di San Antonio.




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