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(05/01/2008 - 00:32)

La villetta ecologica

di coro71

Si costruisce in meno di un mese, consuma pochissimo, produce da sola l´acqua calda e non ha bisogno dell´intervento né di un idraulico né di un imbianchino. E´ la casa del futuro, la Smarthouse, nome inglese ma costruttore italianissimo, anzi toscanissimo, il Gruppo Mabo di Bibbiena, guidato da Roberto Falsini, che ha stabilimenti anche a Frosinone, Torino, Novellara e Corsalone. La Smart è l´ultima nata in un´azienda che da quasi quarant´anni lavora nel settore dell´edilizia prefabbricata commerciale, industriale e civile occupandosi di ricerca e sperimentazione di nuovi materiali a risparmio energetico. Ieri per la prima volta la Smarthouse è stata mostrata in pubblico, anche se solo sulla carta, nel polo universitario di viale Morgagni in un convegno organizzato dall´ateneo di Firenze a cui partecipava anche il presidente della Regione Claudio Martini. Il modello della casa a basso consumo parte da una ricerca avviata nel nord Europa, in Olanda e Danimarca soprattutto dove il problema del risparmio energetico è molto più sentito che in Italia.

Il Gruppo Mabo ha "adattato" il modello alle esigenze nostrane, al punto da arrivare a produrre a livello industriale un guscio unico pronto per l´uso che all´esterno possa essere modificato, abbellito, ornato e infiocchettato secondo il gusto personale del padrone di casa. Le caratteristiche però sono identiche per ogni Smarthouse: ingresso con guardaroba, grande zona giorno con finestra scorrevole orientata a sud, cucina-pranzo illuminata da camini di luce proiettata dall´alto, due camere di 15 metri quadri, due bagni e uno studio. Sul fronte nord molte aperture da cui far entrare la luce con vetri tripli per non disperdere calore. C´è la possibilità di aggiungere un piano interrato, collegato con una scala al resto della casa. L´impianto è questo, uguale per tutte le Smart, sia le case singole che le villette a schiera, uniche due possibilità di realizzazione finora previste. Antisismiche e termicamente isolate dall´esterno, le casette smart sono in grado di mantenersi da sole. L´acqua calda è prodotta da pannelli solari che alimentano un boiler e nel tetto è inserita una copertura fotovoltaica quasi invisibile dall´esterno e quindi a basso impatto ambientale. A Firenze ieri è stata mostrata la cosiddetta "passive-haus, ossia la costruzione a massimo risparmio energetico consigliata per i climi non freddi come quello toscano e capace di consumare meno di 15 kilowattore per metro quadro all´anno. «In ogni caso», spiegano alla Mabo, «le nostre case sono tutte in classe A, contro una media attuale di edifici in classe G».

L´involucro termico, la copertura di legno che rimane visibile sul tetto delle camere da letto, i vetri isolanti, l´impianto che produce sia il caldo che il freddo, il ricambio dell´aria affidato a un sistema di ventilazione meccanica per evitare perdite di calore, i collettori solari e i pannelli fotovoltaici sono gli strumenti per risparmiare energia e, se possibile, produrne in eccesso rispetto ai consumi per venderla sul mercato. Un vantaggio doppio, insomma.

Sembra che la Smart sia anche facile da montare. Un mese in tutto, tra mura e finiture, col vantaggio di non dover chiamare idraulici ed elettricisti a completare gli impianti, che sono integrati nei pannelli che vengono realizzati a livello industriale. In pratica come in un gioco di costruzioni è tutto già predisposto, i tubi e i cavi sono dentro ai muri ed ogni casetta è predisposta per la domotica (le informazioni sono sul sito www.maboprefabbricati.com). «Stiamo lavorando da diciotto mesi insieme all´università di Firenze sul tema del risparmio energetico», racconta l´architetto Roberto Falsini, presidente del Gruppo Mabo. «Ora che la legislazione va sempre più in questa direzione possiamo dire che noi siamo pronti. Smarthouse è un proposta assolutamente innovativa ma tra le altre novità vorrei citare anche i nostri edifici che producono energia grazie alla nuova copertura Zenit Sole. Prodotti che mi rendono orgoglioso come imprenditore e come uomo che vive in una società dove il problema dell´energia è oggi centrale».

(05/01/2008 - 00:25)

Impianto fotovoltaico costi e risparmi

di coro71

 
Risparmio sulla bolletta e risparmio sulle emissioni di anidride carbonica. Un investimento che promette un ritorno non solo in termini economici ma anche ambientali. E' quanto può rappresentare per tutti noi la scelta di installare un impianto fotovoltaico. Già, ma quanto costa “davvero” fare questa scelta e qual'è il ritorno economico dell'investimento? Abbiamo fatto un po' di conti con l'aiuto dell'Enea.

Il costo dei panelli - L'impianto tipo che abbiamo esaminato è in grado di produrre 3 kW, ha una dimensione di 30 metri quadri ed è tarato per i consumi di una famiglia di quattro persone che possiede anche un condizionatore. Si tratta, insomma di un impianto “medio” che ha un costo massimo di 7.000 euro al kW più Iva al 10%. In tutto, dunque, occorre preventivare una spesa di 23.100 euro.

Le variazioni zona per zona – Un costo uguale per tutti ma una produzione che varia molto a seconda della zona e che è destinata ad incidere anche sui tempi di ritorno dell'investimento che oscillano dai circa 10 anni del Nord fino a scendere a poco più di 7 per il Sud. Ma può scendere ancora con un po' di accortezza. Lo stesso impianto, infatti fornisce una quantità di energia elettrica che varia in maniera significativa, dai 3.300 kWh all'anno per il Nord ai 4.500 per gli impianti che si trovano al Sud.

Il calcolo del risparmio - Con questa produzione ‘garantita’ si arriva a contabilizzare il risparmio sulla bolletta e quindi l'importo della somma che verrà riconosciuta sotto forma di tariffa incentivante, ossia di rimborso spese di produzione. Questo meccanismo è previsto dal nuovo decreto sul fotovoltaico e la tariffa viene riconosciuta per 20 anni. Questa è calcolata in misura pari a 0,44 euro per kWh prodotto considerando il nostro impianto “medio” e parzialmente integrato, un impianto cioè, di tipo familiare e non condominiale, panelli che possono essere messi sul tetto della villetta piuttosto che sul terrazzo dell'attico. Su questa base sommando risparmio sulla bolletta a tariffa incentivante, si ottiene un risultato che varia dai 2110 euro ai 2880 euro l'anno.

Il premio aggiuntivo - Una cifra, questa, che sale se si considerano i premi aggiuntivi previsto dal decreto: nel caso di installazione dei pannelli fotovoltaici abbinati a interventi di risparmio energetico, infatti, la tariffa incentivante sale e può essere aumentata fino al 30%, con il risultato che si riduce di quasi due anni il periodo necessario per ammortizzare l'impianto.

I finanziamenti locali – Riduzione ulteriore, poi, nel caso in cui si possa approfittare di incentivi locali per l'installazione degli impianti. Il decreto prevede la possibilità di cumulare le tariffe con il contributo ottenuto fino ad un massimo del 20% del costo dell'impianto. In questo modo anche al Nord già dopo soli 8 anni l'impianto è ripagato.

La detrazione fiscale – Le tariffe incentivanti, invece non sono cumulabili con le detrazioni fiscali. Per i pannelli fotovoltaici l'agevolazione prevista è pari ad una detrazione dalle imposte del 36% della spesa in 10 rate annuali di pari importo. In questo modo, come si vede, ci vogliono da quasi 15 a oltre 20 anni per ammortizzare l'investimento.

Leggi anche

Fotovoltaico, ecco i nuovi incentivi

Clicca per vedere la tabella ingrandita a cura dell'Enea

(05/01/2008 - 00:01)

Live earth se il rock salva il mondo

di coro71

Chi meglio delle rockstar può aiutare a sensibilizzare sui problemi del mondo? Prendete LIVE EARTH, il megaconcerto del prossimo 7 luglio in contemporanea mondiale, organizzato dall’ex vice presidente democratico americano Al Gore per attirare l’attenzione sui mutamenti climatici. Una maratona musicale che, con artisti come Madonna, Duran Duran, Beastie Boys, Foo Fighters, Red Hot Chili Peppers, Razorlight, Genesis, Keane, James Blunt, Snow Patrol, Black Eyed Peas, Roger Waters, Smashing Pumpkins, Police e Bon Jovi dal vivo a Londra, Tokio, Shangai, New Jersey, Johannesburg, Sydney e Rio de Janeiro, si preannuncia come un’evento storico.

Non la pensano così però sia Bob Geldof, l’organizzatore di Live Aid e Live 8, il primo ad avere l’idea di un megaraduno musicale per raccogliere fondi e sensibilizzare il mondo dui problemi della fame in Africa, sia gli Who. Geldof ha infatti dichiarato in un’intervista di non capire “perché Gore abbia organizzato tutto questo. L’effetto serra è un problema di cui tutti sono consapevoli da anni. Inoltre, Live Earth non ha un obiettivo finale - ha proseguito il cantante - io l’avrei organizzato solo se avessi avuto la garanzia di poter salire sul palco e annunciare iniziative concrete a favore dell’ambiente da parte dei candidati alla Presidenza degli Stati Uniti, del Congresso o delle grandi multinazionali. Loro questa garanzia non ce l’hanno. Live Earth - ha concluso Geldof - è solo un enorme concerto pop in cui Madonna o i Coldplay saliranno per l’ennesima volta sul palco”.

Dello stesso avviso anche gli Who che hanno incalzato: “L’ultima cosa di cui la terra ha bisogno è un concerto rock – ha dichiarato Roger Daltrey, voce della band -. Non posso crederci. Bruciamo ancora altra benzina. Abbiamo problemi col riscaldamento globale ma le domande e le risposte sono così grandi che non so cosa un concerto rock possa fare per aiutare la causa. La mia risposta alla questione è bruciare tutto il petrolio il più presto possibile, così i politici dovranno per forza trovare una soluzione”.

Che ne pensate?
Simili eventi possono aiutare a risolvere i problemi del mondo?
O credete che la musica debba rimanere un intrattenimento?

live earth

Tra dischi di platino e premi vari, nella bacheca di Robert Plant di spazio per statuette e targhe celebrative ne deve essere rimasto davvero poco.

Chissà allora dove il leader dei Led Zeppelin avrà collocato l’ultimo riconoscimento ricevuto dal Beard liberation front, il Fronte di liberazione della barba, che lo insignito del premio per la miglior barba del 2007. In occasione del concerto-evento che ha sancito la reunion della storica band di ‘Starway to heaven’ aveva fatto molto discutere il look del cantante, che, appunto, aveva sfoggiato un’inedita per lui accoppiata pizzo-baffi. Il 59enne front-man dei Led Zeppelin succede cosi’ nell’albo d’oro al patron della Virgin Richard Branson e ad altri personaggi dello spettacolo che, come spiega Keith Flett del Fronte, si distinguono ‘per una barba molto glamour’. Il Beard liberation front si batte ‘per l’immagine dell’uomo barbuto e contro la sua discriminazione’.


(04/01/2008 - 23:18)

STRANE COPPIE, PLANT E IL COUNTRY

di coro71

Robert Plant & Alison Krauss: Raising Sand

Alle porte della reunion più attesa degli ultimi anni - oltre che delle ultime reunion - Robert Plant, il mitico cantante dei Led Zeppelin, ha deciso di pubblicare un album insieme alla star della musica country, Alison Krauss. Il fatto che lei abbia ben 20 Premi Grammy all’attivo e Plant sia convinto della perfetta unione tra rock e country, ha dato origine e forma a Raising Sand, album uscito il 30 ottobre e prodotto dal celebre T Bone Burnett.

Le canzoni, che spaziano nel repertorio blues, R&B, country, sono firmate da autori come Tom Waits, Gene Clark, Little Milton Campbell, Mel Tillis, Townes Van Zandt, Doc Watson, Phil and Don Everly. Dei bei tempi in Raising Sand c’è anche la nuova versione di Please Read the Letter, che faceva parte dell’album di Plant e Jimmy Page Walking Into Clarksdale.

Questa la tracklist completa: 1. Rich Woman (Dorothy LaBostrie-McKinley Millet) - 2. Killing the Blues (Rowland Salley) 3. Sister Rosetta Goes Before Us (Sam Phillips) - 4. Polly Come Home (Gene Clark) 5. Gone, Gone, Gone (Phil and Don Everly) – 6. Through the Morning, Through the Night (Gene Clark) 7. Please Read The Letter (Robert Plant-Michael Lee-Jimmy Page-Charlie Jones) 8. Trampled Rose (Tom Waits-Kathleen Brennan) - 9. Fortune Teller (Naomi Neville) 10. Stick With Me Baby (Mel Tillis) - 11. Nothin’ (Townes Van Zandt) 12. Let Your Loss Be Your Lesson (Milt Campbell) -13. Your Long Journey (A.D. Watson and Rosa Lee Watson).

Vi proponiamo in anteprima il video di Gone, Gone, Gone cantato dalla strana coppia.
(GUARDA IL VIDEO).

Frank Zappa

In radio, difficilmente le sentirete passare. Eppure, soprattutto negli anni ‘60 e ‘70, quando il rock si espandeva verso orizzonti molto meno stereotipati rispetto a oggi, la canzoni si allungavano, diventando a volte vere e proprie suite. Successe a Hey Jude dei Beatles o a The end dei Doors, per citare due tra le più famose. Nel gioco delle classifiche, redattori e lettori dell’edizione statunitense di Rolling Stone si sono così divertiti a stilare una classifica dei 50 migliori brani più lunghi di 7 minuti.
Il risultato, in ordine alfabetico, ha datto i suoi frutti, anche se resta qualche dubbio.

Perché oggi le radio che dettano leggi preferiscono pezzi brevi?
Pensate che questo atteggiamento sia controproducente o solo un segno dei tempi, convulsi, nei quali viviamo?

Ecco intanto la scaletta completa dei pezzi scelti dalla rivista americana.
 
“In memory of Elizabeth Reed”, Allman Brothers Band
“Bela Lugosi’s dead”, Bauhaus
“B-boy bouillabaisse”, Beastie Boys
“Hey Jude”, Beatles
“War pigs/Luke’s wall”, Black Sabbath
“Tender”, Blur
“Bel Air”, Can
“Pictures of you”, Cure
“Station to station”, David Bowie
“Layla”, Derek & the Dominoes
“The end”, Doors
“Sad-eyed lady of the lowlands”, Bob Dylan
“Maggot brain”, Funkadelic
“The message”, Grandmaster Flash
“Jesus of suburbia”, Green Day
“Estranged”, Guns N’ Roses
“Isn’t it a pity?”, George Harrison
“In-A-Gadda-Da-Vida”, Iron Butterfly
“Three days”, Jane’s Addiction
“Scenes from an Italian restaurant”, Billy Joel
“Funeral for a friend”, Elton John
“In the court of the Crimson King”, King Crimson
“All my friends”, LCD Soundsystem
“When the levee breaks”, Led Zeppelin
“Free bird”, Lynyrd Skynyrd
“Autobahn”, Kraftwerk
“One”, Metallica
“Chloe dancer/Crown of thorns”, Mother Love Bone
“Oh, Comely”, Neutral Milk Hotel
“Blue Monday”, New Order
”We’re in this together”, Nine Inch Nails
“Champagne supernova”, Oasis
“Sheep”, Pink Floyd
“Purple rain”, Prince
“Can’t you hear me knockin’”, Rolling Stones
“Svefn-g-englar”, Sigur Ros
“The sprawl”, Sonic Youth
“Jungleland”, Bruce Springsteen
“I am the resurrection”, Stone Roses
“Frankie Teardrop”, Suicide
“Marquee Moon”, Television
“What goes around comes around”, Justin Timberlake
“Heroin”, Velvet Underground
“Only in dreams”, Weezer
“Ball & biscuit”, White Stripes
“Won’t get fooled again”, Who
“Spiders (Kidsmoke)”, Wilco
“Starship trooper”, Yes
“Cortez the killer”, Neil Young
“Willie the pimp”, Frank Zappa.

(04/01/2008 - 23:05)

Beatles e pannolini

di coro71

La magia che ha circondato le canzoni dei Beatles sta per finire. Sparirà a breve inghiottita dalla televisione e, ancora peggio, dagli spot che la tengono in vita. Perché i destini a volte s’incrociano e fanno danni. Nel loro caso, il destino dei quattro di Liverpool si è incrociato con quello di Michael Jackson nel 1985, quando il re del pop pagò per il catalogo dei Beatles 47,5 milioni di dollari alla Atv (allora detentrice dei diritti d’utilizzazione economica delle canzoni). Il resto è storia. Pieno di problemi e debiti, Jacko ha poi rivenduto il catalogo alla Sony/Bmg per 95 milioni di dollari.

La multinazionale senz’anima è ora quindi ‘proprietaria’ di 259 brani firmati da John e Paul, ed è già in trattativa con alcune aziende per usarli come sottofondo pubblicitario. Fine della magia.
Tra queste aziende, figura anche la Procter and Gamble, multinazionale farmaceutica, che userà prossimamente All you need is love per promuovere un tipo di pannolini. E non a caso. I pannolini si chiamano Luvs e usando l’assonanza, lo slogan sarà All you need is Luvs. A proposito di magia.

L’autorizzazione all’utilizzo, precisano i proprietari del catalogo, riguarda comunque solo un ‘piccolo’ numero di canzoni beatlesiane e tutte devono essere cantate da altri interpreti. Ma certo non è un buon segno considerando che è di vent’anni fa la denuncia da parte dei Beatles alla Nike, alla quale Harrison, McCartney, Starr e Lennon chiesero 15 milioni di dollari di danni per aver utilizzato Revolution in una campagna pubblicitaria. Ora la Sony/Atv ha autorizzato senza battere ciglio l’azienda Lyric Culture a usare, non solo Revolution ma anche Let it Be e altre canzoni. Come se non bastasse i testi compariranno su borse, jeans e magliette.

Impossibile non immaginare l’espressione che assumerebbe Lennon se fosse informato di questa storia. Magari sorriderebbe, magari no, magari si girerebbe dall’altra parte. Per quanto ci riguarda è già stato abbastanza straziante assistere all’utilizzo - autorizzato però dall’autore - delle canzoni di Dylan per lo spot della Cadillac - dove Bob compare a bordo di un Suv - e per la pubblicità della linea di biancheria intima Victoria’s Street. E che dire dei Rolling Stones che diedero la loro Start Me Up per la pubblicità della Microsoft in cambio di 10 milioni di dollari?

Resta il fatto che la magia non dura se accompagnata a un tentativo di vendita e oggi per tutti, lontani come siamo dagli anni Sessanta, l’epoca d’oro sembra davvero finita da un pezzo. Eppure ancora ne sentiamo l’influenza. Forse per questo sfruttando quegli stessi tempi, l’oro qualcuno ancora cerca di farlo. Ma resta un fatto triste. Magia o non magia.

(08/11/2007 - 00:56)

di coro71

 Qual'è l'età dell'anima umana? Come essa ha la virtù del camaleonte di mutar colore a ogni nuovo incontro, d'esser gaia con chi è allegro e triste con chi è depresso, così anche la sua età è mutevole come il suo umore. James Joyce

Da Gorizia al Baltico: il 21 dicembre si allarga la zona di Schengen. Migliaia di arrivi

BRUXELLES — Sarà un Natale molto diverso, per milioni di persone. Sarà un secondo Muro di Berlino che cade, quasi vent’anni dopo il primo. Perché in questi giorni, in una serie di riunioni fra Bruxelles e Praga, sono stati definiti gli ultimi dettagli tecnici per l’allargamento della zona Schengen ai nove paesi appena accolti nell’Unione Europea: Polonia, Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Estonia, Lituania, Lettonia, Malta. In due parole: frontiere aperte fra quei paesi e i nostri 15 «veterani » Ue, niente più file e controlli; e per tutti, quello che a suo tempo il Parlamento e il Consiglio Europeo hanno solennemente proclamato come il «diritto comunitario alla libera circolazione». Tutto questo accadrà a dicembre, il 21 è il giorno fissato come data-obiettivo: un cittadino europeo potrà andare dal Portogallo o dalla Grecia fino alla Finlandia, attraverso 24 diversi paesi, senza dover mai mostrare il passaporto o la carta di identità (Cipro, Romania e Bulgaria dovranno aspettare ancora un poco, ma al loro posto ci sono già Norvegia e Islanda, anche se non membri dell’Ue). Come si passa oggi dall’Italia alla Francia o viceversa, attraverso quasi tutti i valichi, così si passerà ovunque. Appuntamento dunque a Trieste o al centro di Gorizia, sul confine con la Slovenia, e in cento altri valichi di frontiera in tutto il continente.

BADANTI E INGEGNERI — La data potrà ancora slittare di poco per la definizione delle ultimissime modalità, ma forse non è stato scelto a caso questo tempo del Natale: come simbolo di festa, e anche di annuncio della nascita di una nuova creatura transnazionale, qualcosa che solo 15 anni fa sarebbe stato inimmaginabile. Gorbaciov non è più al suo posto, ma riparte quella macchina del tempo che lui avviò, insieme con Giovanni Paolo II. Si sollevano, simbolicamente e nei fatti, quelle stesse sbarre di confine che nel 1989 videro migliaia di persone fuggire dall’Ungheria—e attraverso di essa, dall’Est in genere — in cerca di libertà e benessere. Ma stavolta, non sarà una fuga semi-clandestina. E vi saranno sicuri contraccolpi in tutte le economie nazionali. Un nuovo flusso di lavoro, risorse e anche di speranze (oltre che di problemi, ma questi già li si conosce) sta per rovesciarsi su Roma o Francoforte: gli esperti di Bruxelles stimano che, solo fra badanti e infermiere, saranno forse centinaia di migliaia i nuovi arrivi diretti soprattutto verso Italia, Germania, e Svizzera (nel marzo 2008 si spalancheranno anche le sue frontiere).Esaranno migliaia i lavoratori specializzati che dai paesi baltici si rovesceranno sulla Scandinavia, che già da molto li corteggia: solo 16 anni fa, loro o i loro padri e fratelli maggiori stavano sulle barricate di Vilnius o di Riga, sfidando l’Armata Rossa. A Natale, nel Nord, ci sarà quasi un’anteprima o una presentazione in contemporanea della Carta blu europea (il suo varo è previsto comunque per dicembre), la risposta alla Carta verde americana, che sarà riservata ai lavoratori extracomunitari altamente qualificati. Ma i baltici e gli altri non sono più extracomunitari: nella comunità ci stanno già, e a pieno diritto.

CHI RESTERÀ FUORI — Soltanto i cittadini di «paesi terzi», cioè esterni alla Ue, avranno bi sogno di un visto e dovranno sottostare ai controlli, svolti dalle guardie di frontiera «nel rispetto della dignità della persona». Saranno predisposti ovunque due flussi di traffico: uno per i cittadini Ue, l’altro per i cittadini di «paesi terzi», come già accade oggi negli aeroporti. Il «Sis1+4all», una versione aggiornata del sistema informatico di banca- dati varato con gli accordi di Schengen, dovrebbe individuare — così almeno si spera — eventuali «indesiderabili», anche cittadini Ue; ricercati e gente inseguita da una richiesta di estradizione, terroristi o comunque sospetti tali perché in contatto con terroristi (in questo caso potranno scattare misure di «discreta sorveglianza», senza l’arresto, e allarmi in tempo reale comunicati agli altri paesi Ue). E ancora: trafficanti di braccia e di droga, pedofili, minorenni scomparsi. Ma spetterà ai singoli Stati definire poi nei dettagli le liste degli «indesiderabili», nella cornice dei principi fissati dall’Unione. Sis sta per Sistema informativo di Schengen e il «4 all» va letto all’inglese come «four» o meglio «for», componendo così la frase «for all» o «per tutti». Il sistema farà capo a Lisbona (la presidenza di turno della Ue spetta in questo momento al Portogallo), dove una sorta di «specchio» informatico raccoglierà e rimanderà in circolo tutte le informazioni provenienti dai vari stati membri. Quanto al SisII, l’altro sistema preannunciato per il 2007, ha subito gravi ritardi tecnici e così dovrebbe entrare in vigore solo nel 2009. Per ora, non vi saranno controlli basati sulle impronte digitali.

MACCHINA COMPLESSA—Nel 2006, vi sono state 58 missioni esplorative dell’Ue nei 9 «nuovi » Paesi. Nel 2007, altre 15 visite. C’erano da coordinare sistemi diversi, in nazioni con esperienze storiche quasi opposte. «Bisognava fare, certo, i corsi di addestramento per poliziotti e doganieri — spiega ancora uno degli esperti "sherpa" della Commissione Europea — ma soprattutto è stato trovato un linguaggio comune sui valori e i diritti da difendere. Siamo stati facilitati dal fatto che alcune di queste nazioni, un tempo oppresse da dittature ideologiche e catene economiche, hanno fatto degli enormi passi in avanti. E così, alla fine, non hanno dovuto faticare neppure tanto per mettersi al passo».

UNA SFIDA PER TUTTI—La novità storica riguarderà anche i cittadini della «vecchia» Europa, che a loro volta non avranno più problemi nel recarsi a Est. Spiega il vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini: «Un mercato di Natale a Norimberga, famiglie che si ritrovano a Varsavia, una vacanza natalizia a Praga, sciare sulle Alpi per Capodanno...tutto ciò quest’anno diventerà molto più facile, e in tempo per le feste». Ma aderire alla zona Schengen non è un’impresa facile, tutt’altro: «In realtà è una sfida, giacché occorre trovare il giusto equilibrio fra libertà e sicurezza: permettere di viaggiare più facilmente alle persone in buona fede, che desiderano venire in Europa per godere della nostra diversità culturale e della nostra ospitalità, garantendo al tempo stesso la nostra comune sicurezza». E ancora, «rimuovere i controlli ai confini interni è anche una questione di reciproca fiducia tra gli Stati membri: attraverso un processo interno di valutazione possono fidarsi delle rispettive capacità di controllare le frontiere esterne a nome di tutti gli altri, e di rilasciare visti validi per l’intera zona Schengen». Fra novembre e dicembre, gli ultimi ritocchi politici alla macchina, nel Consiglio e nel Parlamento europeo. Poi, appuntamento per Natale, nel centro di Gorizia.

(28/10/2007 - 02:58)

I RITMI DEI MATTAFIX

di coro71

Nuovo album per il duo inglese anticipato da 'Living Darfur'

E' di nuovo tempo di Mattafix!
Il duo hip-hop soul inglese formato da Marlon Roudette e Preetesh Hirji torna sulla scena musicale con un nuovo album dal titolo "Rhythm And Hymns", in uscita il 16 novembre.
Il disco è stato anticipato dal singolo "Living Darfur", il cui video è stato girato all'interno di un campo profughi al confine tra il Ciad e il Darfur, dove più di 200.000 persone sono state uccise negli ultimi 4 anni.
Il progetto per il Darfur è stato fondato da Mick Jagger dei Rolling Stones ed è supportato tra gli altri dai Black Eyed Peas. Tutti gli artisti che partecipano al progetto che ispira "Living Darfur" devolveranno le royalties percepite a organizzazioni umanitarie come Oxfam, Crisis Action e Save Darfur Coalition, per supportare economicamente il progetto ma soprattutto per aumentare l'attenzione verso quello che accade in questa zona del mondo.

Messaggo da diffondere

LEGGERE CON ATTENZIONE
Nella valle di San Felix, l'acqua più pura del Cile scorre nei fiumi
alimentati da due ghiacciai.Grandissimi giacimenti d'oro, argento e altri
minerali sono stati individuati sotto questi ghiacciai.
Per arrivare a questi giacimenti, sarà necessario rompere e quindi
distruggere questi ghiacciai, - niente di così folle é mai stato concepito
nella storia del mondo, (forse si) - e fare due grandissimi buchi, ognuno
dei quali sarà grande come una montagna, una per l'estrazione e l'altro per
lo scarico della miniera. Questo progetto si chiama PASCUA LAMA. La
compagnia si chiama Barrik Gold.
L'operazione é stata pianificata da una multinazionale della quale é membro
George Bush padre. _www.barrick.com_Il governo cileno ha approvato il
progetto che doveva cominciare giá nel 2006. L´unico motivo per cui non é
ancora cominciato é perché i contadini hanno ottenuto una sospensione dei
lavori. Se distruggono i ghiacciai, non distruggono solo questa speciale
fonte d'acqua pura, ma inquineranno anche i due fiumi, così che non saranno
più adatti al consumo sia umano che animale dovuto al cianuro e all'acido
solforico usato nel processo di estrazione.
Tra l'altro tutto l'oro che sarà estratto verrà inviato tutto alla
multinazionale straniera e non ci sarà nessun guadagno per la gente che vive
in questi luoghi. A loro resteranno l'acqua avvelenata e le conseguenti
malattie
I contadini hanno abbastanza tempo per lottare per la propria terra, però
non hanno potuto usufruire della televisione perché il ministero
dell'interno lo ha proibito. L'unica speranza per bloccare questo progetto è
ottenere l'aiuto della Giustizia Internazionale. Il mondo deve sapere quello
che sta succedendo in Cile. Il posto dove si può cominciare a cambiare il
mondo é questo Fai circolare questo messaggio fra i tuoi amici in questo
modo:
Per favore copia questo testo e mettilo in un nuovo messaggio, aggiungendo
la tua firma e inviandolo a tutte le persone che conosci... lascia anche la
parte in spagnolo Se arrivi alla persona Nr. 200 che riceve questo messaggio
mandalo a
_nopascualama@yahoo.com_
perché sia inviato al governo cileno
*No alla miniera aperta Pascua Lama nella cordigliera delle Ande sopra la
frontiera tra Cile e Argentina *
Chiediamo al governo Cileno che non autorizzi il progetto per proteggere i
due ghiacciai, la purezza dell'acqua delle valli di San Felix e El transito,
la qualità della terra coltivabile nella regione di Atacama e la qualità
della vita della gente che vive in queste terre".

Grazie, le firme sono alla fine del testo in spagnolo

"En el valle de San Félix, el agua más pura en Chile corre por ríos
alimentados por 2 glaciares, donde existe el más precioso recurso (agua).
Grandísimos depósitos de oro, plata y otros minerales han sido encontrados
bajos los glaciares. Para llegar hasta ellos será necessario quebrar y
destruir los glaciares -algo nunca concebido en la historia del mundo- y
hacer 2 grandísimos huecos, cada uno tan grande como una montaña, uno para
la extracción y otro para el deshecho de la mina. El proyecto se llama
PASCUA LAMA. La compañía se llama Barrick Gold.
La operación esta siendo planeada por una multinacional de la cual es
miembro George Bush padre. [1] _http://www.barrick.com/_
El gobierno Chileno ha aprobado el proyecto para que empiece este año 2006.
La Única razón por la cual no ha empezado aún, es porque los campesinos han
obtenido un aplazamiento.
Si destruyen los glaciares, no solamente destruirán la fuente de un agua
specialmente pura, pero Contaminarán permanentemente los 2 ríos de tal forma
que nunca volverán a ser aptos para consumo por humanos o animales debido al
uso de cianuro y ácido sulfúrico en el proceso de extracción.
Hasta el último gramo de oro será enviado a la multinacional en el
extranjero y ni uno le quedará a la gente a quien le pertenece esta tierra.
A ellos solo les quedará el agua envenenada y las enfermedades
consiguientes. Los campesinos llevan bastante tiempo peleando por su tierra,
pero no han podido recurrir a la TV por una prohibición del Ministerio del
Interior.
Su única esperanza para frenar este proyecto es obtener ayuda de la justicia
internacional. El mundo debe enterarse de lo que esta pasando en Chile. El
lugar por donde empezar a cambiar el mundo es nuestro lugar.
Circula este mensaje entre tus amigos de esta forma: Por favor copie este
texto y péguenlo a un mensaje nuevo, añadiendo su firma y enviándolo a todas
las personas en su archivo de direcciones.
Se ruega a la persona numero Nr. 200 que reciba este mensaje, mandarlo a
_nopascualama@yahoo.com_
para que sea remitido al gobierno Chileno

"No a la mina abierta Pascua Lama en la cordillera andina sobre la Frontera
entre Chile-Argentina. Pedimos al gobierno Chileno que no autrice el
proyecto Pascua Lama para proteger la totalidad de 2 glaciares, la pureza
del agua de los valles de San Félix y El Tránsito, la calidad de la tierra
cultivable en la Región de Atacama y la calidad de vida de la gente afectada
de la Región. Muchas gracias por su atención
1 Alessandra Monari (Padova, Italia)
2. Giovanna Albertin (Padova, Italia)
3. Francesca Casella (Padova, Italy)
4. Luisa De Biasio Calimani (Padova, Italia)
5. Loredana Mozzilli (Roma, Italia)
6. Roberto Ballarotto (Rome, Italy)
7. Stefania Verona (Lucca, Italia)
8. Tiziana Folchi (Lucca Italia)
9. Sabrina Tomei(Lucca,Italia)
10 Lorenzo Arias Sr. (Lugano, Suiza)
11. Ramona Muñoz (Lugano, Suiza)
12. Viviana Viano ( Montagnola, Suisse)
13. Fabio Ciceri (Pregassona, Svizzera)
14. Francesca Ciceri (Pregassona, Svizzera)
15. Maria-Elena Melocchi (Chiasso, Svizzera)
16. Francesca Greco (6991 Neggio - Svizzera)
17. Patrick Andezzato (6987 Caslano - Svizzera)
18. Attilio Bloch (6984 Pura - Switzerland)
19. Manuela Bloch (6984 Pura - Switzerland)
20. Nathalie Bloch (6984 Pura - Switzerland)
21. Aline Bloch (6984 Pura - Switzerland)
22. Thierry Bloch (6984 Pura - Switzerland)
23. Paola Pronini Medici (6873 Corteglia - Switzerland)
24. Gianmario Medici (6873 Corteglia - Switzerland)
25. Carla Pronini (6928 Manno - Switzerland)
26. Sergio Pronini (6928 Manno - Switzerland)
27. Silvia Lafranchi (6670 Avegno - Switzerland)
28. Maurizio Crocco (Roma, Italia)
29. Rodolfo Bigotti (Roma,Italy)
30. Carlo Cartier (Modica, Italy)
31. Rosario Galli (Roma, Italia)
32. Gilda Martuscelli(Bologna ,Italia)
33. Maria Teresa Martuscelli(Roma,Italia)
34. Marina Mazzoli (Bologna, Italy)
35. Roberta Bellavia (Bologna, Italy)
36. Marco Chan (Modena Italy)
37. Luca Gammelli (Italy)
38.Micaela Colapietro (Firenze, Italia)
39.Caterina Scardigli (Firenze, Italia)
40.Guido Incerti ( Firenze, Italia)
41. Gaetano De Napoli (Venezia, Italy)
42.Paolo Barbon (Palermo,Italia)
43.Alexandra Vinogradova (Palermo,Italia)
44.Vincenzo Vitale ( 30037 Venezia - Italy )
45. Grazia Fierro (Milano - Italy)
46.Paola Cazzaniga (Bologna - Italy)
47. Gianni Cataldo (Cambridgeshire- UK)
48. Anna Zanoncelli (Cambridgeshire- UK)
49. Angela Vaccari (Bologna-Italy)
50. D'Onofrio Antonio (Bologna-Italy)
51. Bianchi Cristina (Bologna - Italy)
52. Pinardi Andrea (Bologna - Italy)
53. Alberto Perniconi (Roma - Italy)
54. Anna Virgilio Simoni
55. Sara Marcello
56. Antonia Virgilio
57. Samuele Marcello
58. Paola Palma (Italy)
59. Patrizia Blasi (Italy)
60. Ivan Iacocagni (Italy)
61. Giancarlo De Gironimo (Italy)
62. Luisa Lagravinese (Italy)
63. Daniela Napoletano (Italy)
64. Noemi Ettorre
65. Renato Rigamonti (Roma - Italia)
66. Anna Settele (Roma - Italia)
67 Pierluigi Butti (Roma - Italia)
68 Laura Capelli (Roma - Italia)
69 Margherita Ferrucci (Roma - Italia)
70 Claudio Fortuna (roma - Italia)
71 Emilio Fortuna (Bergamo - Italia)
72 Simona Brini (Roma - Italia)
73 Rosalia Niedda (Roma- Italia)
74 Anna maria Bianchi (Roma - Italia)
75 Elena Fossà
76 Anna Genovesi (Orbetello-Italy)
77 Maria Vanna Zanini (Grosseto - Italia)
78 Stefania Zordan (Verona - Italia)
79 Emanuele Corocher (Verona - Italia)

(19/06/2007 - 01:48)

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di coro71



(19/06/2007 - 01:45)

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di coro71

(09/06/2007 - 09:17)

di coro71

CERVELLO, RISOLTO IL MISTERO DEL DEJA'-VU

ROMA - Quante volte, pur trovandoci in una situazione del tutto nuova, ci siamo detti: 'io questa scena l'ho già vissutà? Non ne siano delusi i sognatori, ma il misterioso dejà-vu sembra essere solo un 'qui pro quo' del cervello che, pur scoperto essere abilissimo e dotato di una memoria ad hoc per distinguere posti diversi in base a piccoli dettagli, a volte fa confusione e scambia un luogo o una situazione nuovi per altri già vissuti. Quella che sembra essere la decifrazione del mistero del dejà-vu arriva con la scoperta, da parte dell'equipe del premio Nobel per la Medicina 1987 Susumu Tonegawa del Massachusetts Institute of Technology a Boston, del meccanismo di memorizzazione e distinzione di luoghi simili ma con piccole differenze, meccanismo che ha sede nell'ippocampo, il regno dei ricordi. In base alla loro scoperta, pubblicata oggi sulla rivista Science, gli scienziati ipotizzano che il dejà-vu si verifica quando questo meccanismo si inceppa. Defalliance di tale sistema di memoria potrebbe anche essere alla base di molte situazioni di confusione frequenti soprattutto tra gli anziani. Quindi la scoperta può avere ricadute sullo studio e la cura di problemi di memoria.
Il dejà-vu sembra quasi un'esperienza onirica che scaturisce dal profondo e pervade i nostri sensi all'improvviso, sorprendendoci e lasciandoci incapaci di capire se stiamo vivendo una scena già vissuta, o un sogno o nulla di tutto ciò. Luoghi, esperienze, incontri, può succedere a un certo punto di trovarci catapultati in un 'feed back' immaginario; ma é solo un'illusione della mente perché nulla di quello che stiamo vivendo in realtà è già accaduto, né tanto meno lo abbiamo sognato. Se il dejà-vu è un mistero di cui tutti facciamo esperienza nella vita, ci sono anche coloro che soffrono di veri e propri dejà-vu cronici, un vero problema di memoria dai contorni ancora enigmatici. Gli esperti Usa pensano che alla base del dejà-vu ci sia un meccanismo mnemonico precisamente predisposto a farci distinguere luoghi e situazioni simili ma non identiche tra loro. Gli esperti hanno scoperto l'esistenza di questo meccanismo: in una regione dell'ippocampo (il giro dentato) si crea quasi una sorta di 'stampa fotografica' di ogni luogo visitato, utile per riconoscere 'al volo' differenze tra luoghi simili e sapere subito dove ci troviamo. Inoltre gli scienziati hanno visto che, spegnendo un gene importante per la memoria nei neuroni del giro dentato di topolini, questi perdono la capacità di distinguere due gabbie molto simili tra loro ma non identiche. L'ipotesi ventilata dagli scienziati è che se il meccanismo mnemonico scoperto 'entra in confusione', si avverte la sensazione di essere già stati in un luogo in realtà per noi nuovo e quindi il dejà-vu. In pratica, spiega Tonegawa, l'ippocampo crea delle mappe mentali di nuovi luoghi ed esperienze e le archivia per usi futuri, le tante immagini schedate sono ad alta definizione, riprendendo il posto in ogni dettaglio in modo da non confonderci: ma se due immagini sono molto simili tra loro la memoria può fare confusione e allora ecco incalzare il dejà-vu.
La scoperta è importante, conclude Tonegawa, perché svela sofisticati meccanismi mnemonici e finalmente sembra risolvere un annoso dibattito su come il cervello sia capace di distinguere luoghi ed esperienze molto simili tra loro, portando un prezioso contributo agli studi sui disturbi di memoria.

(01/06/2007 - 13:37)

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di coro71

 

(28/05/2007 - 03:27)

di coro71

I dati emergono in uno studio della Società italiana di pediatria
Allarme anche per l'eccesso di tv e i disturbi alimentari
                                 
Bullismo, a scuola coinvolge 8 su 10
E per le ragazze rischio anoressia
                                                
Fenomeno in crescita: più 5%. E l'81% sostiene di avere comportamenti scorretti per dimostrare coraggio

MILANO - Quasi otto ragazzi delle scuole medie su dieci hanno conosciuto da vicino atti di bullismo, o perché ne sono stati vittima, o perché lo hanno subito i loro amici. E se in teoria il 75% dei giovani dichiara che è giusto che la vittima di questi maltrattamenti cerchi aiuto in un genitore o comunque in una persona adulta, all'atto pratico il 53% afferma che se accadesse a lui si difenderebbe da solo.
I dati, che segnano un aumento del fenomeno di circa il 5% rispetto l'anno scorso, sono stati presentati oggi a Milano dalla Società italiana di pediatria, che ha condotto un'indagine sulle abitudini e sugli stili di vita degli adolescenti. Lo studio è stato presentato oggi, nel corso di una giornata in cui è stato anche