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Da Gorizia al Baltico: il 21 dicembre si allarga la zona di Schengen. Migliaia di arrivi

BRUXELLES — Sarà un Natale molto diverso, per milioni di persone. Sarà un secondo Muro di Berlino che cade, quasi vent’anni dopo il primo. Perché in questi giorni, in una serie di riunioni fra Bruxelles e Praga, sono stati definiti gli ultimi dettagli tecnici per l’allargamento della zona Schengen ai nove paesi appena accolti nell’Unione Europea: Polonia, Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Estonia, Lituania, Lettonia, Malta. In due parole: frontiere aperte fra quei paesi e i nostri 15 «veterani » Ue, niente più file e controlli; e per tutti, quello che a suo tempo il Parlamento e il Consiglio Europeo hanno solennemente proclamato come il «diritto comunitario alla libera circolazione». Tutto questo accadrà a dicembre, il 21 è il giorno fissato come data-obiettivo: un cittadino europeo potrà andare dal Portogallo o dalla Grecia fino alla Finlandia, attraverso 24 diversi paesi, senza dover mai mostrare il passaporto o la carta di identità (Cipro, Romania e Bulgaria dovranno aspettare ancora un poco, ma al loro posto ci sono già Norvegia e Islanda, anche se non membri dell’Ue). Come si passa oggi dall’Italia alla Francia o viceversa, attraverso quasi tutti i valichi, così si passerà ovunque. Appuntamento dunque a Trieste o al centro di Gorizia, sul confine con la Slovenia, e in cento altri valichi di frontiera in tutto il continente.

BADANTI E INGEGNERI — La data potrà ancora slittare di poco per la definizione delle ultimissime modalità, ma forse non è stato scelto a caso questo tempo del Natale: come simbolo di festa, e anche di annuncio della nascita di una nuova creatura transnazionale, qualcosa che solo 15 anni fa sarebbe stato inimmaginabile. Gorbaciov non è più al suo posto, ma riparte quella macchina del tempo che lui avviò, insieme con Giovanni Paolo II. Si sollevano, simbolicamente e nei fatti, quelle stesse sbarre di confine che nel 1989 videro migliaia di persone fuggire dall’Ungheria—e attraverso di essa, dall’Est in genere — in cerca di libertà e benessere. Ma stavolta, non sarà una fuga semi-clandestina. E vi saranno sicuri contraccolpi in tutte le economie nazionali. Un nuovo flusso di lavoro, risorse e anche di speranze (oltre che di problemi, ma questi già li si conosce) sta per rovesciarsi su Roma o Francoforte: gli esperti di Bruxelles stimano che, solo fra badanti e infermiere, saranno forse centinaia di migliaia i nuovi arrivi diretti soprattutto verso Italia, Germania, e Svizzera (nel marzo 2008 si spalancheranno anche le sue frontiere).Esaranno migliaia i lavoratori specializzati che dai paesi baltici si rovesceranno sulla Scandinavia, che già da molto li corteggia: solo 16 anni fa, loro o i loro padri e fratelli maggiori stavano sulle barricate di Vilnius o di Riga, sfidando l’Armata Rossa. A Natale, nel Nord, ci sarà quasi un’anteprima o una presentazione in contemporanea della Carta blu europea (il suo varo è previsto comunque per dicembre), la risposta alla Carta verde americana, che sarà riservata ai lavoratori extracomunitari altamente qualificati. Ma i baltici e gli altri non sono più extracomunitari: nella comunità ci stanno già, e a pieno diritto.

CHI RESTERÀ FUORI — Soltanto i cittadini di «paesi terzi», cioè esterni alla Ue, avranno bi sogno di un visto e dovranno sottostare ai controlli, svolti dalle guardie di frontiera «nel rispetto della dignità della persona». Saranno predisposti ovunque due flussi di traffico: uno per i cittadini Ue, l’altro per i cittadini di «paesi terzi», come già accade oggi negli aeroporti. Il «Sis1+4all», una versione aggiornata del sistema informatico di banca- dati varato con gli accordi di Schengen, dovrebbe individuare — così almeno si spera — eventuali «indesiderabili», anche cittadini Ue; ricercati e gente inseguita da una richiesta di estradizione, terroristi o comunque sospetti tali perché in contatto con terroristi (in questo caso potranno scattare misure di «discreta sorveglianza», senza l’arresto, e allarmi in tempo reale comunicati agli altri paesi Ue). E ancora: trafficanti di braccia e di droga, pedofili, minorenni scomparsi. Ma spetterà ai singoli Stati definire poi nei dettagli le liste degli «indesiderabili», nella cornice dei principi fissati dall’Unione. Sis sta per Sistema informativo di Schengen e il «4 all» va letto all’inglese come «four» o meglio «for», componendo così la frase «for all» o «per tutti». Il sistema farà capo a Lisbona (la presidenza di turno della Ue spetta in questo momento al Portogallo), dove una sorta di «specchio» informatico raccoglierà e rimanderà in circolo tutte le informazioni provenienti dai vari stati membri. Quanto al SisII, l’altro sistema preannunciato per il 2007, ha subito gravi ritardi tecnici e così dovrebbe entrare in vigore solo nel 2009. Per ora, non vi saranno controlli basati sulle impronte digitali.

MACCHINA COMPLESSA—Nel 2006, vi sono state 58 missioni esplorative dell’Ue nei 9 «nuovi » Paesi. Nel 2007, altre 15 visite. C’erano da coordinare sistemi diversi, in nazioni con esperienze storiche quasi opposte. «Bisognava fare, certo, i corsi di addestramento per poliziotti e doganieri — spiega ancora uno degli esperti "sherpa" della Commissione Europea — ma soprattutto è stato trovato un linguaggio comune sui valori e i diritti da difendere. Siamo stati facilitati dal fatto che alcune di queste nazioni, un tempo oppresse da dittature ideologiche e catene economiche, hanno fatto degli enormi passi in avanti. E così, alla fine, non hanno dovuto faticare neppure tanto per mettersi al passo».

UNA SFIDA PER TUTTI—La novità storica riguarderà anche i cittadini della «vecchia» Europa, che a loro volta non avranno più problemi nel recarsi a Est. Spiega il vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini: «Un mercato di Natale a Norimberga, famiglie che si ritrovano a Varsavia, una vacanza natalizia a Praga, sciare sulle Alpi per Capodanno...tutto ciò quest’anno diventerà molto più facile, e in tempo per le feste». Ma aderire alla zona Schengen non è un’impresa facile, tutt’altro: «In realtà è una sfida, giacché occorre trovare il giusto equilibrio fra libertà e sicurezza: permettere di viaggiare più facilmente alle persone in buona fede, che desiderano venire in Europa per godere della nostra diversità culturale e della nostra ospitalità, garantendo al tempo stesso la nostra comune sicurezza». E ancora, «rimuovere i controlli ai confini interni è anche una questione di reciproca fiducia tra gli Stati membri: attraverso un processo interno di valutazione possono fidarsi delle rispettive capacità di controllare le frontiere esterne a nome di tutti gli altri, e di rilasciare visti validi per l’intera zona Schengen». Fra novembre e dicembre, gli ultimi ritocchi politici alla macchina, nel Consiglio e nel Parlamento europeo. Poi, appuntamento per Natale, nel centro di Gorizia.

(20/05/2007 - 15:55)

di coro71

SUPERENALOTTO, 71,5 MLN EURO VINTI IN EMILIA ROMAGNA

SAVIGNANO SUL RUBICONE (FORLI'-CESENA) - "E' un giovane sui trent'anni, abita qui, di più non posso dire".
Leggenda metropolitana o l'esatto identikit del neo Paperone? Un avventore del bar di Capanni, piccola frazione di Savignano sul Rubicone nel cesenate, dice di sapere con certezza chi ha giocato ieri la fortunata schedina al Superenalotto che, con un sistema da poco più di cinque euro, ha fruttato un '6' e sei '5' per un bottino di oltre 71 milioni e mezzo di euro, la seconda vincita di tutti i tempi nella storia del concorso, dopo quella, di poco più alta, realizzata a Milano il 4 maggio di due anni fa.

La schedina è stata giocata nella tabaccheria di Manuela Rinaldi, all'interno del centro commerciale 'Romagna center', il più grande della zona, e - ha spiegato la titolare - faceva parte di un sistema messo a punto da suo figlio Filippo. La schedina, giocata tra le ultime prima della chiusura nel tardo pomeriggio di ieri, era composta da una colonna da 7 numeri e da tre colonne da sei numeri ciascuna. "Probabilmente il giocatore é un cabalista - spiega la tabaccaia, 50 anni, che gestisce l' esercizio con il marito Mario Maggioli e con il figlio - perché ha giocato ad esempio i numeri della fortuna e della sfortuna, il 13 e il 17, e il 7, che è il numero perfetto". Oggi la tabaccheria fortunata è chiusa, come l'intero shopping center, e riaprirà i battenti solo domani pomeriggio. Ma al bar di Capanni (circa 240 abitanti) questa mattina non si é parlato d'altro. "Se lo conoscessi andrei a chiedergli dei soldi anch'io", commenta sorridendo un altro cliente. Finora ai gestori della ricevitoria non sono arrivate telefonate dal vincitore: "No, nessuna chiamata - conferma Manuela Rinaldi - Potrebbe essere un cliente abituale, ma anche di passaggio. Nel nostro locale passano tantissime persone, e negli ultimi giorni le giocate erano quasi raddoppiate, vista l'entità della posta in palio. Di sicuro non abbiamo vinto noi".

(09/05/2007 - 01:04)

di coro71

California, spara nel campus: un morto
"Lite coi compagni per la Playstation 2"

Poche settimane fa la strage al Virginia Tech in cui morirono 32 persone


<B>California, spara nel campus: un morto<br>"Lite coi compagni per la Playstation 2" </B>

Dopo la sparatoria

WASHINGTON - Si è consegnato alla polizia il giovane protagonista della sparatoria in un campus della California, costata la vita a uno studente di 19 anni e il ferimento di altre due persone. Lo ha annunciato il capo della polizia di Fresno, John Dyer, in una conferenza stampa.

Jonquel Brooks, questo il nome dell'assassino (19 anni), si è arreso dopo una trattativa telefonica che ha visto coinvolti i suoi genitori e un avvocato. La polizia lo ha preso in consegna e arrestato per omicidio, ma la pistola al momento non è stata recuperata. Confermato anche, dagli inquirenti, il perché della lite, che ha dato origine alla sparatoria: una banale contesa su una Playstation 2. Che a spinto uno studente universitario a impugnare un'arma e sparare ai propri compagni di appartamento, uccidendone uno e ferendone altri due.

E' accaduto a Fresno, ieri notte - le 8 di questa mattina in Italia. Il giovane si è poi barricato in casa, dove la polizia, che aveva circondato l'edificio, ha cercato per ore di convincendolo ad arrendersi contatto con gli agenti via telefono. Le lezioni dell'università non sono state interrotte, perché la polizia riteneva che la situazione fosse sotto controllo avendo stabilito un contatto telefonica.

La residenza dove è avvenuta la sparatoria si trova a nord del campus, su Barstow Avenue, a un isolato di distanza dalla sede delle lezioni dell'ateneo, frequentato da circa 20.000 studenti.

L'episodio segue di poche settimane dalla tragedia nel campus del Virginia Tech, dove uno studente ha ucciso 32 persone e poi si è tolto la vita, nel peggior massacro del genere nella storia americana, ma la polizia ci tiene a precisare che questo è un caso completamente diverso: "Qui c'è stato semplicemente un litigio tra un individuo e un gruppo di persone", ha detto un portavoce della polizia. E poi qui l'assassino, alla fine, si è arreso.

(08/05/2007 - 18:26)

di coro71

RAGAZZINA VIOLENTATA IN PUGLIA

VICO DEL GARGANO (FOGGIA) - In tre hanno abbordato una ragazzina di 17 anni in una discoteca e, minacciandola con un coltello, l'hanno ripetutamente violentata. La ragazza è ricoverata in riserva di prognosi in ospedale. E' accaduto a Vico del Gargano dove i carabinieri, poco dopo, hanno arrestato i tre, poco più che ventenni, con l'accusa di violenza sessuale di gruppo, porto abusivo di coltello e lesioni personali. A quanto si è saputo, i tre hanno costretto la ragazza a seguirli in un locale in uso ad uno di loro, e qui le hanno procurato numerose ferite con il coltello e l' hanno a turno ripetutamente violentata.
E' stata soccorsa e salvata da un passante che ha avvisato i carabinieri, picchiata, violentata e ferita con una coltellata all'addome la notte. L'uomo ha sentito il pianto e le grida di aiuto della ragazza, dopo che, violentata e ferita, era gia' stata abbandonata dai suoi aggressori nella stessa zona periferica dove era stata condotta. I militari sono intervenuti e, sulla base delle indagini compiute, hanno arrestato ancora nella notte, in flagranza di reato, i tre ventunenni di Vico ritenuti responsabili dell'aggressione.
Le sue condizioni sono gravi ma la sua vita non e' pericolo: e' quanto fanno sapere i medici. La ragazza e' ricoverata nell'ospedale di san Severo (Foggia) ed e' uscita intorno alle 13.30 dalla sala operatoria dove dalla prime ore della mattinata e' stata sottoposta a un intervento chirurgico. La delicata operazione cui e' stata sottoposta ha richiesto alcune ore per via di una ferita che le e' stata inferta con un coltello, nella parte sinistra dell'addome. I medici si sono riservati comunque la prognosi. Dalle notizie trapelate, sembra che la ragazzina sia stata colpita con sette coltellate, una delle quali, quella all'addome, ha provocato i danni maggiori. Le altre sono state inferte al collo e alle braccia. La ragazza avrebbe inutilmente cercato di opporsi alla violenza, ma e' stata sopraffatta dai tre ragazzi. Tentando di fuggire, ha gridato che avrebbe raccontato tutto e li avrebbe denunciati e, a questo punto, e' stata bloccata e accoltellata.
Sono Michele Mastroiorio, Vincenzo Bisanzio e Vincenzo Pane, tutti e tre di 21 anni e di Vico del Gargano, i presunti responsabili della violenza. I tre arrestati dai carabinieri che, intervenuti ancora nel cuore della notte dopo che e' stato dato l'allarme sull'aggressione alla ragazza, nelle loro case avrebbero trovato abiti macchiati di sangue. I tre - a quanto si e' saputo - avevano conosciuto la ragazza in una discoteca: hanno cominciato a chiacchierare e hanno bevuto finche' l' hanno portata fuori e l' hanno costretta a seguirli.

(07/05/2007 - 23:19)

di coro71

COMO, UNDICENNE TRAVOLTO DA UN TRENO COMO - Aveva 11 anni: è stato agganciato da un treno in transito mentre, con un gruppo di amici, disegnava graffiti sul muro del cavalcavia ferroviario, proprio accanto ai binari. Ferito mortalmente, il suo corpo è finito in mezzo alla massicciata dove è stato travolto da un convoglio passato in un secondo tempo, nella direzione opposta.

E' questa la ricostruzione ritenuta più probabile dalla polizia sull'orribile morte di Cristian F.S., di Merone (Como) ucciso questo pomeriggio alle 16.30 sulla linea Milano-Asso delle Ferrovie Nord Milano, nel territorio del comune di Merone. Una ricostruzione fatta analizzando le ferite riscontrate sul corpo: una lesione alla testa, si ritiene quella mortale, provocata dall'impatto con il treno o con il terreno, e ferite a un fianco. Una ricostruzione compatibile anche con il racconto del macchinista del secondo convoglio, per il quale quando la motrice è arrivata vicino al cavalcavia, il corpo dell'undicenne era già in mezzo ai binari, privo di vita.

Un particolare che al momento del ritrovamento sembrava inspiegabile. L'ipotesi dei graffiti nasce dal ritrovamento vicino al cavalcavia in cemento quasi interamente coperto di disegni e scritte, di una bomboletta spray, e di alcune tracce di vernice fresca. Si pensa pertanto che Cristian, arrivato con una bicicletta prestata da un amico, si trovasse sotto quel ponte con un gruppo di ragazzi, per disegnare lui stesso o magari soltanto per osservarli all'opera. Al transito del convoglio la tragedia: è stato agganciato da una carrozza, oppure è stato risucchiato dallo spostamento d'aria.

La conseguenza è stata che Cristian è stato sbattuto con violenza a terra, dove è rimasto sino al passaggio del treno successivo, mentre gli altri ragazzi scappavano, impauriti. Evidentemente il conducente del primo convoglio non si è accorto di nulla. Cristian viveva a Merone con la mamma e il fratellino minore di sei anni, il padre da tempo si è trasferito in Calabria. Frequentava la prima media, lo ricordano come particolarmente vivace. Il magistrato di turno di Como, Mariano Fadda, ha disposto l'autopsia per fugare gli ultimi dubbi sulla dinamica.

(07/05/2007 - 01:35)

di coro71

Tensione dopo la vittoria di Sarkozy - Scontri a Parigi, nelle banlieue e in provincia

Proteste nelle piazze della capitale, la polizia lancia i lacrimogeni
Auto incendiate nelle periferie, nel mirino sedi dell'Ump in varie città


PARIGI - Quello che si temeva, con gli allarmi per la possibilità di contestazioni, se dal ballottaggio fosse uscito vincitore Nicolas Sarkozy, è avvenuto. La protesta contro l'elezione del candidato neogollista è partita da Parigi, con gli scontri fra manifestanti e polizia in Place de la Bastille e un presidio in Place de la République, e si è allargata alle province, da Nantes a Tolosa a Lione, fino alle banlieue. E se nella capitale le forze dell'ordine, seppure a fatica, hanno fronteggiato i manifestanti con idranti e lacrimogeni, ricevendo in risposta razzi e pietre, nelle periferie il bilancio è più presante: decine di macchine incendiate, anche un parco giochi e una scuola dati alle fiamme.
Parigi. Circa un migliaio di manifestanti si sono riuniti in Place de la Bastille per esprimere delusione e rabbia per l'elezione del candidato della destra, ma sono stati fronteggiati da un ingente schieramento delle forze dell'ordine in assetto antisommossa. Di fronte ai lacrimogeni usati dalla polizia, i manifestanti hanno risposto con il lancio di razzi e con una violenta sassaiola. Un gruppo di persone, alcune delle quali a volto coperto, con il vessillo rosso e nero degli anarchici, ha dato fuoco a un ritratto di Sarkozy. Centinaia di giovani, soprattutto liceali, con le insegne del Movimento dei giovani socialisti, si sono radunati anche in Place de la République.
Le banlieue. La polizia ha ricevuto decine di chiamate nei dipartimenti Val-de-Marne e Val-d'Oise, dove sono state incendiate numerose automobili. Nell'Haute-des-Seine le forze dell'ordine hanno segnalato la presenza di "gruppi di giovani, armati di mazze da baseball, in tutto il dipartimento". Ad Asnières-sur-Seine sono bruciati i locali dell'associazione "Le Trait d'Union", per cause ancora sconosciute. Nell'Essonne, sono stati incendiati un parco giochi e una scuola, "senza conseguenze gravi", come riferisce la polizia.
Le province. Tensioni a Nantes, nel nordovest del Paese: la polizia ha disperso alcuni manifestanti che tentavano di avvicinarsi alla sede dell'Ump, il partito di Sarkozy. Circa 600 persone, in gran parte attivisti di estrema sinistra e del Movimento dei giovani socialisti, si sono radunate nel centro della città e hanno tentato di avvicinarsi ai locali del partito, presidiati dalle forze dell'ordine, contro i quali sono stati lanciati oggetti. Anche in questo caso i manifestanti sono stati dispersi con il lancio di lacrimogeni. Manifestazioni anche a Lione, e a Rennes e Brest, in Bretagna: una cinquantina di persone ha occupato un presidio dell'Ump. A Tolosa circa 2.500 persone si sono radunate nel centro della città scandendo slogan contro Sarkozy. Alcune si sono arrampicate sulla facciata del Comune, hanno staccato alcune bandiere francesi e suonato una campana, poi si sono dirette verso la sede dell'Ump ma sono state disperse dalla polizia.
L'appello di Hollande. Un appello "alla calma e alla coerenza" è giunto dal segretario generale del Partito socialista francese, Francois Hollande, che ha detto di capire la delusione degli elettori di sinistra e il loro disorientamento ma "nella Repubblica vale la legge del voto" ed è necessario "controllare collera e frustrazione".

(03/03/2007 - 00:40)

SANI MA LE DONNE SOFFRONO DI PIU'

di coro71

ITALIA PIU' SANA MA LE DONNE SONO PIU' SOFFERENTI
ROMA - Le forbici della salute si moltiplicano: alla tradizione differenza nord-sud se ne aggiunge una seconda fra uomini e donne (che vede le seconde soffrire sempre di piu' di malattie croniche) ed una terza fra status sociali che si riflette sull'uso e l'abuso delle cure. Chi ha un livello di cultura piu' basso, ad esempio, fa ricorso di piu' ad analisi e ricoveri. E' il ritratto piu' aggiornato della salute degli italiani che emerge dal rapporto Istat-indagine multiscopo su 60.000 famiglie, presentato al ministero della Salute dal quale appare, anche secondo la lettura del ministro della salute, la necessita' di intervenire a favore della salute delle donne. Il 61,3% delle persone di 14 anni e piu' ha riferito di stare bene o molto bene, a fronte del 6,7% che ha invece dichiarato di stare male o molto male. Le donne si sentono peggio (8,3% contro 5,1%), soprattutto le anziane.

MALATTIE CRONICHE. Le piu' diffuse tra la popolazione sono: l'artrosi e artrite (18,3%), l'ipertensione arteriosa (13,6%), le malattie allergiche (10,7%) con tassi molto elevati fin dall'infanzia. Le donne soffrono soprattutto di artrosi e artrite (21,8% contro 14,6%), osteoporosi (9,2% contro l|1,1%) e cefalea (10,5% contro il 4,7%). Quote piu' elevate per gli uomini si osservano invece per la bronchite cronica e enfisema (4,8% contro 4,2%) e per l'infarto (2,4% contro 1,1%).

MENO DISABILI
. Sono 2 milioni 600 mila, di cui 2 milioni anziani. Ma la disabilita' e' in declino (4,7%) rispetto a 10 anni fa (5,7%) anche tra la popolazione anziana (18,8% contro 21,7%). Anche in questo caso stanno peggio le donne (6,1% contro 3,3% degli uomini). Le persone confinate nell'abitazione sono 1 milione 130 mila (2,1%); tra le persone anziane tale percentuale raggiunge l|8,7%. Il 3,0% della popolazione di 6 anni e piu' presenta invece limitazioni nello svolgimento delle indispensabili attivita' di cura personali.

PIU' POVERI, MENO IN SALUTE
. Sono le persone di status sociale basso a presentare peggiori condizioni di salute, sia in termini di salute percepita, che di morbosita' cronica o di disabilita'. La quota delle persone che dichiarano di stare male o molto male e' molto piu' elevata tra quanti hanno conseguito al massimo la licenza elementare (16,7%) rispetto ai laureati e diplomati (2,5%). Soffrono di una patologia cronica grave l|8,2%% delle persone con laurea o diploma e il 32,5% di quanti hanno al massimo la licenza elementare. Tra le persone con basso titolo di studio la quota di disabili raggiunge complessivamente il 13,7% contro il 5,7% della popolazione di 25 anni e piu'.

EPIDEMIA OBESITA'. L'Italia e' ai livelli piu' bassi in Europa per l'obesita' degli adulti, ma la quota di obesi e' in crescita: sono 4 milioni e 700 mila le persone adulte obese in Italia, con un incremento di circa il 9% rispetto a cinque anni fa. Le stime riferite al 2005 evidenziano che il 52,6% della popolazione di 18 anni e piu' e' in condizione di normopeso, il 34,2% e' in sovrappeso, il 9,8% e' obeso ed il restante 3,4% e' sottopeso. Sono di piu' le persone obese nel Sud e negli strati di popolazione con basso status sociale. Anche in questo caso lo status sociale 'pesa', la percentuale triplica tra le persone che hanno conseguito al massimo la licenza elementare (15,8%).

FUMO. I fumatori in Italia sono 10 milioni e 925 mila, pari al 21,7% della popolazione di 14 anni e piu'. Il fumo riguarda il 27,5% dei maschi e il 16,3% delle femmine. Gli adolescenti e i giovani iniziano a fumare piu' precocemente di cinque anni fa, il 7,8% dei giovani di 14-24 anni ha iniziato a fumare prima dei 14 anni. Rispetto al 1999-2000 la quota di quanti iniziano a fumare prima dei 14 anni aumenta solo per i maschi (+60%). Per entrambi i sessi, sale invece la quota di giovani di 18-24 anni che riferisce di avere iniziato a fumare tra i 14 e i 17 anni, passando dal 57,8% nel 1999-2000 al 65,6% con un incremento del 13,5%. In Italia il 21,6% della popolazione di 14 anni e piu' e' ex fumatore, il 29,2% degli uomini e il 14,5% delle donne. La strada principale per smettere di fumare e' l'autodeterminazione: ben il 93,8% degli ex-fumatori riferisce di avere smesso da solo. Le donne che fumano in gravidanza, infine, si sono ridotte: dal 9,2% al 6,5%.

UN FRANCOBOLLO CELEBRA VENEZIA COME SITO UNESCO
ROMA - Le Poste Italiane emetteranno il 16 marzo un francobollo da 0,60 euro dedicato a Venezia nell' ambito dei siti che l'UNESCO indica come patrimonio mondiale. La vignetta - incisa in calcografia, come le antiche stampe - raffigura una delle vedute classiche della città lagunare: il Ponte di Rialto, il Canal Grande ed una gondola. A commento dell'emissione verrà messo in vendita un bollettino illustrativo con un articolo di Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO. L'annullo speciale primo giorno di emissione sarà apposto a Venezia.

(23/02/2007 - 17:10)

Tigre uccide bimba

di coro71

TIGRE UCCIDE BAMBINA IN UNO ZOO CINESE
PECHINO - Una tigre ha ucciso una bambina in uno zoo del sud della Cina, secondo una notizia diffusa oggi dall'agenzia Nuova Cina. Il dramma è avvenuto nella provincia dello Yunnan, una delle destinazioni turistiche preferite dai cinesi in questo periodo delle vacanze per il Capodanno Lunare.

La bambina, con altri coetanei, stava vicino alla tigre, in attesa di farsi fotografare insieme all'animale. Quando sono scattati i flash la tigre, probabilmente spaventata, si è girata di scatto e ha morso la bambina alla testa. Anche la madre è stata morsa ad una mano nel tentativo di salvare la piccola. La tigre è stata poi riportata sotto controllo dai guardiani dello zoo. La piccola è stata portata d'urgenza nel più vicino ospedale, dove poco dopo è morta.

(08/02/2007 - 00:51)

Antiamericani?

di coro71

D'ALEMA: ANTIAMERICANI? NO, MA SI DEVE CAMBIARE STRADA ROMA

Nessun antiamericanismo come denuncia l'opposizione ma "la verità è che si deve cambiare strada rispetto ad una politica che a partire dalla guerra in Iraq non ha dato i frutti attesi". All'indomani del duro botta e risposta con il Dipartimento di Stato sulla lettera dei sei ambasciatori sull'Afghanistan, Massimo D'Alema ribadisce l'impegno italiano a Kabul e torna ad invocare un'inversione di rotta rispetto alla linea seguita finora dall'amministrazione Bush. Una posizione, osserva il responsabile della Farnesina, tutt'altro che antiamericana se è vero che il 70 per cento degli americani è sulla stessa lunghezza d'onda e che negli Usa la discussione "molto animata" sulla politica estera della Casa Bianca "è ancora più forte che da noi". Proprio domani D'Alema riceverà l'ambasciatore Usa Ronald Spogli. Alla Farnesina lo definiscono un incontro di routine, in agenda da tempo e che rientra "nella normale prassi di frequenti consultazioni con i rappresentanti diplomatici a Roma dei principali paesi amici e alleati".

Ma non c'é dubbio che dopo le turbolenze degli ultimi giorni il confronto assuma i contorni di un chiarimento auspicato da entrambe le parti. Passato il momento della "sorpresa e dell'indignazione" e riconfermato pur tra qualche distinguo dei senatori 'ribelli' l'impegno militare italiano in Afghanistan, D'Alema spiegherà a Spogli perché inserirsi dalle colonne di un giornale nel dibattito interno di un Paese sovrano e democratico non solo abbia rappresentato "un'interferenza inopportuna" - come ha messo nero su bianco ieri il vice premier nella lettera di risposta - ma poteva sortire l'effetto esattamente contrario a quello auspicato "in buona fede": stasera il ministro degli Esteri ha infatti ribadito l'invito agli ambasciatori a "tenersi fuori" dal dibattito politico nazionale e a "rispettarlo".

Fonti diplomatiche spiegano comunque che nessuna delle due parti ha interesse ad irrigidire ulteriormente le posizioni: Roma perché riconosce nell'atlantismo una delle coordinate principali della sua politica estera, e gli Stati Uniti perché guardano all'Italia come ad un partner "indispensabile" in molti teatri di crisi, a partire proprio dall'Afghanistan. E non c'é dubbio che la formalizzazione dell'impegno italiano ribadito anche oggi al Consiglio atlantico a Bruxelles dal rappresentante permanente Maurizio Moreno contribuirà a smorzare ulteriormente i toni, dopo che già ieri D'Alema aveva scritto di considerare "chiuso il caso", a patto ovviamente che "l'irritualità " della lettera-appello non si ripeta. Concetto espresso peraltro anche dal capo di gabinetto del ministro, Ferdinando Nelli Feroci, nell'incontro avuto lunedì alla Farnesina con l'ambasciatore canadese, Alex Himelfarb.

Ma non sarà solo Kabul il centro del confronto di domani: D'Alema e Spogli faranno il punto della situazione sull' ampliamento della base Ederle di Vicenza a cui il governo non si é opposto, promettendo però di "vigilare" sulle opere che verranno realizzate e, soprattutto, sul rispetto degli accordi bilaterali per quanto riguarda l'impiego operativo della base. Sullo sfondo il caso Calipari, con il rinvio a giudizio per omicidio volontario deciso oggi dal Gup di Roma del militare Usa che la sera del 4 marzo 2005 premette il grilletto ferendo a morte il funzionario del Sismi. Nonostante siano passati ormai quasi due anni, la questione rimane aperta malgrado oggi sia il ministero della Difesa Usa che il Dipartimento di Stato hanno ribadito di considerare chiuso il caso, escludendo che Mario Lozano, impegnato quella sera al check-point di Baghdad, possa essere estradato in Italia.

(07/02/2007 - 23:03)

Pericolo

di coro71

Entro il 2050 le inondazioni nella Grande Mela aumenteranno di 4 volte

Pericolo acqua alta a New York

Gli eventi atmosferici che fino a pochi anni fa si realizzavano una volta ogni cento anni torneranno ogni vent'anni

 

 

NEW YORK (Stati Uniti) – Il surriscaldamento della Terra fa espandere la massa oceanica e regala maggior vigore agli uragani. In futuro, secondo le ipotesi di alcuni scienziati, gli uragani potranno formarsi sempre più a nord, arrivando a toccare New York. La Grande Mela andrà incontro a vere e proprie inondazioni poiché il livello del mare crescerà a ritmo galoppante e ogni 4 anni circa si verificheranno alluvioni apocalittiche. Unica soluzione è rappresentata dalla ritirata della vita umana dalle zone pianeggianti, poiché qualsiasi soluzione tecnica di controllo della acque è di impossibile realizzazione in una città così affollata e vecchia in termini di infrastrutture . Questo è il verdetto del Goddard Institute for Space Studies (Giss), che ha studiato le correlazioni tra riscaldamento globale ed eventi atmosferici.

C'ERA UNA VOLTA – Un tempo certi fenomeni naturali si verificavano circa ogni 100 anni, ora ogni venti. Colpa dell'uomo, e madre Natura si ribella. Il panorama delineato dagli esperti del Giss è catastrofico e riguarda anche stati ecologicamente corretti, come la California. Non esiste una muraglia forte abbastanza da respingere l'invasione delle acque e il livello dell'oceano continuerà a salire inesorabilmente. Del resto già prima di Katrina il Dipartimento di protezione ambientale di New York aveva istituito una task force proprio per monitorare gli effetti del cambiamento climatico sull'ambiente nel lungo periodo. Secondo Klaus Jacob, autore di numerosi scritti sulla vulnerabilità di New York, la Grande Mela è in pericolo, poiché la maggior parte della città è appena a 290 metri sopra il livello del mare e dunque sarebbe sufficiente un uragano di terza categoria per causare un'inondazione.

 

(07/02/2007 - 22:59)

Animali, imitatori per passione

di coro71

Singolari tecniche di seduzione utilizzate da elefanti, delfini e orche 
La super voce dell'uccello lira: «copia» per passione anche cani, automobili, motoseghe, allarmi e saldatrici

 

 

 

Dura la vita per i maschi di uccello lira superbo alla conquista di una compagna. Oltre alle danze rituali a beneficio del pubblico femminile, nel corso delle quali flettono e dispiegano in modo spettacolare le lunghe penne della coda, cantano una melodia estremamente complessa. Una cascata di trilli e gorgheggi che può essere intercalata da rumori di motoseghe e saldatrici, dal rombo di automobili, dall'abbaiare di cani e da allarmi antifurto. Un repertorio di tutto rispetto che rende questo volatile uno dei migliori imitatori del mondo animale. «Molti uccelli come i passeriformi, ordine che include anche gli uccelli lira, — spiega Alessandro Montemaggiori, ornitologo dell’istituto di Ecologia applicata dell’Università di Roma — sono in grado di riprodurre suoni e voci sentiti, grazie alla siringe, l’organo della fonazione, particolarmente evoluta rispetto ad altre specie. Per i pappagalli l'imitazione rappresenta un modo per rafforzare il rapporto sociale. In altre specie, è un modo invece per i maschi di abbellire il proprio canto, rendendolo così migliore e più seduttivo rispetto a quello di concorrenti. Le averle invece imitano i versi di vari uccelli per attrarre nelle vicinanze potenziali prede da attaccare».


ORCA SPECIALE — Luna è (stata) per la scienza un’orca davvero speciale. Orfana del suo gruppo, ha vissuto per qualche anno nelle acque canadesi di Nootka Sound, a ovest dell’isola di Vancouver. «Questo animale — racconta Andrew Foote dell’Università di Durham (Inghilterra) —, che è rimasto ucciso nel marzo di quest’anno in seguito a una collisione con una imbarcazione, ha interagito per diverso tempo con una colonia di leoni marini, imparando a imitare i loro versi. Un evento unico, mai riportato sinora per le orche». «Esiste tra orche, tursiopi e altri odontoceti una certa predisposizione all’imitazione vocale — spiega Giuseppe Notarbartolo di Sciara, esperto di cetacei —. Ad esempio orche provenienti dall’Islanda, messe insieme ad altre del Pacifico canadese, si sono adeguate, imitando il dialetto di queste ultime. Rimanendo isolata dal suo popolo, Luna ha riprodotto le vocalizzazioni dei primi mammiferi marini a disposizione, cioè i leoni di mare». In altri contesti, alcuni capodogli sono stati in grado di riprodurre i segnali sonori dei sommergibili, mentre i tursiopi hanno replicato suoni generati da computer.



UGOLE GIGANTI — Altri giganti, oltre alle orche e i capodogli, sono portati all’imitazione. Invece del classico barrito, gli elefanti possono emettere infatti suoni simili al rombo dei tir. Accade in Kenya, nel Parco nazionale dell’Amboseli, dove Joyce Poole, ricercatore dell’Amboseli Elephant Project, ha analizzato attentamente una serie di suoni singolari provenienti da un gruppo di pachidermi semiselvatici, che vivono a circa tre chilometri dall’autostrada Mombasa-Nairobi, frequentata da diversi camion. Scoprendo così che Mlaika, una femmina di dieci anni, è in grado di riprodurre i rumori del traffico, come anche altri suoi consimili. Calimero, invece, un elefante africano maschio che vive nello zoo di Basilea assieme a diversi esemplari asiatici, ha imparato alcuni richiami tipici di questi pachidermi, diversi da quelli emessi dai cugini del Continente Nero.
«L’evoluzione dell’imitazione vocale, nell’uomo, in alcuni uccelli, nei delfini e ora anche negli elefanti — afferma Poole — potrebbe essere il risultato della necessità di usare segnali acustici per mantenere legami specifici fra individui dello stesso gruppo. In questo modo ogni branco ha il suo "dialetto", così da potersi riconoscere».

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