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(19/09/2008 - 19:04)

E' MORTO RICHARD WRIGHT

di coro71

E' MORTO RICHARD WRIGHT...
...stroncato da un cancro fulminante!

Oggi se ne è andato, stroncato da una forma di cancro fulminante, il tastierista dei Pink Floyd, Richard Wright a 65 anni ...di animo gentile, ha accompagnato con le sue tastiere la poesia della musica floydiana. Molti di noi lo ricordano assorto sulle tastiere nell’ultimo tour con l’amico David Gilmour “Il tour più bello della sua vita!”...purtroppo l’ultimo. La famiglia ha chiesto il massimo rispetto per il dolore che sta passando ...noi siamo con loro! Purtroppo, oggi finiscono i PinkFloyd....! :(

(05/01/2008 - 00:01)

Live earth se il rock salva il mondo

di coro71

Chi meglio delle rockstar può aiutare a sensibilizzare sui problemi del mondo? Prendete LIVE EARTH, il megaconcerto del prossimo 7 luglio in contemporanea mondiale, organizzato dall’ex vice presidente democratico americano Al Gore per attirare l’attenzione sui mutamenti climatici. Una maratona musicale che, con artisti come Madonna, Duran Duran, Beastie Boys, Foo Fighters, Red Hot Chili Peppers, Razorlight, Genesis, Keane, James Blunt, Snow Patrol, Black Eyed Peas, Roger Waters, Smashing Pumpkins, Police e Bon Jovi dal vivo a Londra, Tokio, Shangai, New Jersey, Johannesburg, Sydney e Rio de Janeiro, si preannuncia come un’evento storico.

Non la pensano così però sia Bob Geldof, l’organizzatore di Live Aid e Live 8, il primo ad avere l’idea di un megaraduno musicale per raccogliere fondi e sensibilizzare il mondo dui problemi della fame in Africa, sia gli Who. Geldof ha infatti dichiarato in un’intervista di non capire “perché Gore abbia organizzato tutto questo. L’effetto serra è un problema di cui tutti sono consapevoli da anni. Inoltre, Live Earth non ha un obiettivo finale - ha proseguito il cantante - io l’avrei organizzato solo se avessi avuto la garanzia di poter salire sul palco e annunciare iniziative concrete a favore dell’ambiente da parte dei candidati alla Presidenza degli Stati Uniti, del Congresso o delle grandi multinazionali. Loro questa garanzia non ce l’hanno. Live Earth - ha concluso Geldof - è solo un enorme concerto pop in cui Madonna o i Coldplay saliranno per l’ennesima volta sul palco”.

Dello stesso avviso anche gli Who che hanno incalzato: “L’ultima cosa di cui la terra ha bisogno è un concerto rock – ha dichiarato Roger Daltrey, voce della band -. Non posso crederci. Bruciamo ancora altra benzina. Abbiamo problemi col riscaldamento globale ma le domande e le risposte sono così grandi che non so cosa un concerto rock possa fare per aiutare la causa. La mia risposta alla questione è bruciare tutto il petrolio il più presto possibile, così i politici dovranno per forza trovare una soluzione”.

Che ne pensate?
Simili eventi possono aiutare a risolvere i problemi del mondo?
O credete che la musica debba rimanere un intrattenimento?

live earth

Tra dischi di platino e premi vari, nella bacheca di Robert Plant di spazio per statuette e targhe celebrative ne deve essere rimasto davvero poco.

Chissà allora dove il leader dei Led Zeppelin avrà collocato l’ultimo riconoscimento ricevuto dal Beard liberation front, il Fronte di liberazione della barba, che lo insignito del premio per la miglior barba del 2007. In occasione del concerto-evento che ha sancito la reunion della storica band di ‘Starway to heaven’ aveva fatto molto discutere il look del cantante, che, appunto, aveva sfoggiato un’inedita per lui accoppiata pizzo-baffi. Il 59enne front-man dei Led Zeppelin succede cosi’ nell’albo d’oro al patron della Virgin Richard Branson e ad altri personaggi dello spettacolo che, come spiega Keith Flett del Fronte, si distinguono ‘per una barba molto glamour’. Il Beard liberation front si batte ‘per l’immagine dell’uomo barbuto e contro la sua discriminazione’.


(04/01/2008 - 23:18)

STRANE COPPIE, PLANT E IL COUNTRY

di coro71

Robert Plant & Alison Krauss: Raising Sand

Alle porte della reunion più attesa degli ultimi anni - oltre che delle ultime reunion - Robert Plant, il mitico cantante dei Led Zeppelin, ha deciso di pubblicare un album insieme alla star della musica country, Alison Krauss. Il fatto che lei abbia ben 20 Premi Grammy all’attivo e Plant sia convinto della perfetta unione tra rock e country, ha dato origine e forma a Raising Sand, album uscito il 30 ottobre e prodotto dal celebre T Bone Burnett.

Le canzoni, che spaziano nel repertorio blues, R&B, country, sono firmate da autori come Tom Waits, Gene Clark, Little Milton Campbell, Mel Tillis, Townes Van Zandt, Doc Watson, Phil and Don Everly. Dei bei tempi in Raising Sand c’è anche la nuova versione di Please Read the Letter, che faceva parte dell’album di Plant e Jimmy Page Walking Into Clarksdale.

Questa la tracklist completa: 1. Rich Woman (Dorothy LaBostrie-McKinley Millet) - 2. Killing the Blues (Rowland Salley) 3. Sister Rosetta Goes Before Us (Sam Phillips) - 4. Polly Come Home (Gene Clark) 5. Gone, Gone, Gone (Phil and Don Everly) – 6. Through the Morning, Through the Night (Gene Clark) 7. Please Read The Letter (Robert Plant-Michael Lee-Jimmy Page-Charlie Jones) 8. Trampled Rose (Tom Waits-Kathleen Brennan) - 9. Fortune Teller (Naomi Neville) 10. Stick With Me Baby (Mel Tillis) - 11. Nothin’ (Townes Van Zandt) 12. Let Your Loss Be Your Lesson (Milt Campbell) -13. Your Long Journey (A.D. Watson and Rosa Lee Watson).

Vi proponiamo in anteprima il video di Gone, Gone, Gone cantato dalla strana coppia.
(GUARDA IL VIDEO).

Frank Zappa

In radio, difficilmente le sentirete passare. Eppure, soprattutto negli anni ‘60 e ‘70, quando il rock si espandeva verso orizzonti molto meno stereotipati rispetto a oggi, la canzoni si allungavano, diventando a volte vere e proprie suite. Successe a Hey Jude dei Beatles o a The end dei Doors, per citare due tra le più famose. Nel gioco delle classifiche, redattori e lettori dell’edizione statunitense di Rolling Stone si sono così divertiti a stilare una classifica dei 50 migliori brani più lunghi di 7 minuti.
Il risultato, in ordine alfabetico, ha datto i suoi frutti, anche se resta qualche dubbio.

Perché oggi le radio che dettano leggi preferiscono pezzi brevi?
Pensate che questo atteggiamento sia controproducente o solo un segno dei tempi, convulsi, nei quali viviamo?

Ecco intanto la scaletta completa dei pezzi scelti dalla rivista americana.
 
“In memory of Elizabeth Reed”, Allman Brothers Band
“Bela Lugosi’s dead”, Bauhaus
“B-boy bouillabaisse”, Beastie Boys
“Hey Jude”, Beatles
“War pigs/Luke’s wall”, Black Sabbath
“Tender”, Blur
“Bel Air”, Can
“Pictures of you”, Cure
“Station to station”, David Bowie
“Layla”, Derek & the Dominoes
“The end”, Doors
“Sad-eyed lady of the lowlands”, Bob Dylan
“Maggot brain”, Funkadelic
“The message”, Grandmaster Flash
“Jesus of suburbia”, Green Day
“Estranged”, Guns N’ Roses
“Isn’t it a pity?”, George Harrison
“In-A-Gadda-Da-Vida”, Iron Butterfly
“Three days”, Jane’s Addiction
“Scenes from an Italian restaurant”, Billy Joel
“Funeral for a friend”, Elton John
“In the court of the Crimson King”, King Crimson
“All my friends”, LCD Soundsystem
“When the levee breaks”, Led Zeppelin
“Free bird”, Lynyrd Skynyrd
“Autobahn”, Kraftwerk
“One”, Metallica
“Chloe dancer/Crown of thorns”, Mother Love Bone
“Oh, Comely”, Neutral Milk Hotel
“Blue Monday”, New Order
”We’re in this together”, Nine Inch Nails
“Champagne supernova”, Oasis
“Sheep”, Pink Floyd
“Purple rain”, Prince
“Can’t you hear me knockin’”, Rolling Stones
“Svefn-g-englar”, Sigur Ros
“The sprawl”, Sonic Youth
“Jungleland”, Bruce Springsteen
“I am the resurrection”, Stone Roses
“Frankie Teardrop”, Suicide
“Marquee Moon”, Television
“What goes around comes around”, Justin Timberlake
“Heroin”, Velvet Underground
“Only in dreams”, Weezer
“Ball & biscuit”, White Stripes
“Won’t get fooled again”, Who
“Spiders (Kidsmoke)”, Wilco
“Starship trooper”, Yes
“Cortez the killer”, Neil Young
“Willie the pimp”, Frank Zappa.

(04/01/2008 - 23:05)

Beatles e pannolini

di coro71

La magia che ha circondato le canzoni dei Beatles sta per finire. Sparirà a breve inghiottita dalla televisione e, ancora peggio, dagli spot che la tengono in vita. Perché i destini a volte s’incrociano e fanno danni. Nel loro caso, il destino dei quattro di Liverpool si è incrociato con quello di Michael Jackson nel 1985, quando il re del pop pagò per il catalogo dei Beatles 47,5 milioni di dollari alla Atv (allora detentrice dei diritti d’utilizzazione economica delle canzoni). Il resto è storia. Pieno di problemi e debiti, Jacko ha poi rivenduto il catalogo alla Sony/Bmg per 95 milioni di dollari.

La multinazionale senz’anima è ora quindi ‘proprietaria’ di 259 brani firmati da John e Paul, ed è già in trattativa con alcune aziende per usarli come sottofondo pubblicitario. Fine della magia.
Tra queste aziende, figura anche la Procter and Gamble, multinazionale farmaceutica, che userà prossimamente All you need is love per promuovere un tipo di pannolini. E non a caso. I pannolini si chiamano Luvs e usando l’assonanza, lo slogan sarà All you need is Luvs. A proposito di magia.

L’autorizzazione all’utilizzo, precisano i proprietari del catalogo, riguarda comunque solo un ‘piccolo’ numero di canzoni beatlesiane e tutte devono essere cantate da altri interpreti. Ma certo non è un buon segno considerando che è di vent’anni fa la denuncia da parte dei Beatles alla Nike, alla quale Harrison, McCartney, Starr e Lennon chiesero 15 milioni di dollari di danni per aver utilizzato Revolution in una campagna pubblicitaria. Ora la Sony/Atv ha autorizzato senza battere ciglio l’azienda Lyric Culture a usare, non solo Revolution ma anche Let it Be e altre canzoni. Come se non bastasse i testi compariranno su borse, jeans e magliette.

Impossibile non immaginare l’espressione che assumerebbe Lennon se fosse informato di questa storia. Magari sorriderebbe, magari no, magari si girerebbe dall’altra parte. Per quanto ci riguarda è già stato abbastanza straziante assistere all’utilizzo - autorizzato però dall’autore - delle canzoni di Dylan per lo spot della Cadillac - dove Bob compare a bordo di un Suv - e per la pubblicità della linea di biancheria intima Victoria’s Street. E che dire dei Rolling Stones che diedero la loro Start Me Up per la pubblicità della Microsoft in cambio di 10 milioni di dollari?

Resta il fatto che la magia non dura se accompagnata a un tentativo di vendita e oggi per tutti, lontani come siamo dagli anni Sessanta, l’epoca d’oro sembra davvero finita da un pezzo. Eppure ancora ne sentiamo l’influenza. Forse per questo sfruttando quegli stessi tempi, l’oro qualcuno ancora cerca di farlo. Ma resta un fatto triste. Magia o non magia.

(28/10/2007 - 03:36)

LA BAND SI TRASFERISCE IN OLANDA

di coro71

U2 e fisco, il mistero degli «impiegati»

I conti della casa discografica del gruppo documentano stipendi milionari elargiti a cinque colletti bianchi

DUBLINO - Bravi musicisti, impegnati a favore del Terzo Mondo e allergici al fisco. Una definizione che potrebbe andare a pennello per gli U2, il celeberrimo gruppo capitanato da Bono Vox, secondo le informazioni trapelate dall'Irish Companies Registration Office e analizzate da un giornalista dell'Associated Press. I conti della casa discografica del gruppo, la U2 Ltd., documentano stipendi di diversi milioni di euro elargiti a cinque fantomatici «impiegati», ma è probabile che tra questi colletti bianchi ci siano proprio loro, i quattro componenti della rock band. Oltre a Bono, «The Edge», Adam Clayton e Larry Mullen. Il quinto potrebbe essere l'amministratore della società, Paul McGuinness. Nell’ultimo anno, U2 Ltd. ha incassato più di 20 milioni di euro. Di questi, ben 18 sono finiti nelle tasche dei famosi impiegati.

IN OLANDA - Ma c'è un'altra questione che rischia di minare l'immagine «aureolata» di Bono Vox, in prima fila nella lotta contro la povertà nei Paesi in via di sviluppo e soprattutto in Africa e proprietario tra l'altro di un castello nella baia di Dublino. Lo scorso anno, la sede della U2 Ltd. è stata trasferita dall'Irlanda all'Olanda, un Paese dove le tasse sui diritti d’autore musicali sono pressoché nulle. Inoltre fino al 2006 i quattro musicisti figuravano come membri del consiglio di amministrazione della società, mentre dopo il trasloco sono scomparsi dal libro paga. I profitti di U2 Ltd. derivano dalla vendita di album, video e canzoni disponibili su internet. Non finiscono nei conti della società, invece, i proventi dei tour mondiali della band.

(28/10/2007 - 03:04)

I RITMI DEI MATTAFIX

di coro71

Nuovo album per il duo inglese anticipato da 'Living Darfur'

E' di nuovo tempo di Mattafix!Il duo hip-hop soul inglese formato da Marlon Roudette e Preetesh Hirji torna sulla scena musicale con un nuovo album dal titolo "Rhythm And Hymns", in uscita il 16 novembre.
Il disco è stato anticipato dal singolo "Living Darfur", il cui video è stato girato all'interno di un campo profughi al confine tra il Ciad e il Darfur, dove più di 200.000 persone sono state uccise negli ultimi 4 anni.
Il progetto per il Darfur è stato fondato da Mick Jagger dei Rolling Stones ed è supportato tra gli altri dai Black Eyed Peas. Tutti gli artisti che partecipano al progetto che ispira "Living Darfur" devolveranno le royalties percepite a organizzazioni umanitarie come Oxfam, Crisis Action e Save Darfur Coalition, per supportare economicamente il progetto ma soprattutto per aumentare l'attenzione verso quello che accade in questa zona del mondo.

(28/10/2007 - 02:58)

I RITMI DEI MATTAFIX

di coro71

Nuovo album per il duo inglese anticipato da 'Living Darfur'

E' di nuovo tempo di Mattafix!
Il duo hip-hop soul inglese formato da Marlon Roudette e Preetesh Hirji torna sulla scena musicale con un nuovo album dal titolo "Rhythm And Hymns", in uscita il 16 novembre.
Il disco è stato anticipato dal singolo "Living Darfur", il cui video è stato girato all'interno di un campo profughi al confine tra il Ciad e il Darfur, dove più di 200.000 persone sono state uccise negli ultimi 4 anni.
Il progetto per il Darfur è stato fondato da Mick Jagger dei Rolling Stones ed è supportato tra gli altri dai Black Eyed Peas. Tutti gli artisti che partecipano al progetto che ispira "Living Darfur" devolveranno le royalties percepite a organizzazioni umanitarie come Oxfam, Crisis Action e Save Darfur Coalition, per supportare economicamente il progetto ma soprattutto per aumentare l'attenzione verso quello che accade in questa zona del mondo.

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